Chi Siamo
Associazione Sportiva Dilettantistica
Associazione Sportiva Dilettantistica
APD ”E CRUSERI AD SA PIR”
DATI ANAGRAFICI
ANNO DI FONDAZIONE
6 GIUGNO 1975
SEDE ASSOCIAZIONE
Centro Sportivo Comunale “TRE VILLE“
Via Quasimodo 28, San Pietro In Campiano (RA)
ISCRIZIONI/AFFILIAZIONI
Iscritta al registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RAS)
Affiliata alla FIP (Federazione Italiana Pallacanestro)
Affiliata al CSI (Centro Sportivo ItaIiano)
Affiliata alla FIP (Federazione Italiana Pallacanestro)
Affiliata al CSI (Centro Sportivo ItaIiano)
ATTIVITA’ ISTITUZIONALI
Attività sportiva prevalente: Scuola Basket (dal 1992)
Gestione Centro Sportivo “TRE VILLE“ di S.P.in Campiano (da fine anni 90’)
Gestione Centro Sportivo “TRE VILLE“ di S.P.in Campiano (da fine anni 90’)
SEGRETERIA
Centro Sportivo “TRE VILLE“ – Telefono 3408417101
COLORI SOCIALI
BIANCO e AZZURRO
BANDIERA
A SCACCHI BIANCO-AZZURRI
MASCOTTE
FLOC
Organigramma
centro sportivo comulale "tre ville"
COSTRUZIONE
1995
SUPERFICIE
12.232 m²
DOTAZIONI
Tensostruttura omologata FIP con spogliatoi (a.c.2024)
Campo da Calcio omologato FIGC con spogliatoi e sala polivalente
Campo da Calcio omologato FIGC con spogliatoi e sala polivalente
CONCESSIONARIO
APD “E CRUSERI AD SA PIR “ - ASD
ATTIVITA’ GESTITE
DAL CRUSERI
Tensostruttura:
- Scuola basket
Campo da calcio:
- Affitto campo a squadre di calcio per campionati FIGC, CSI, UISP
- Impianto inserito nel circuito del torneo ”Futuri Campioni”
- Scuola basket
Campo da calcio:
- Affitto campo a squadre di calcio per campionati FIGC, CSI, UISP
- Impianto inserito nel circuito del torneo ”Futuri Campioni”
SCUOLA BASKET
AVVIO CORSI
1992
ATLETI PRATICANTI
80 (stagione sportiva 2024/25)
IMPIANTI SPORTIVI
UTILIZZATI
Tensostruttura Centro Sportivo “TRE VILLE“ di S.P.in Campiano
COLLABORAZIONI
Comitato Provinciale FIP Ravenna
CORSI BASKET
MINIBASKET (Pulcini, Scoiattoli, Aquilotti)
GIOVANILI (Esordienti, U13, U14, U19)
SENIOR 1ª SQ (Divisione Regionale 3)
GIOVANILI (Esordienti, U13, U14, U19)
SENIOR 1ª SQ (Divisione Regionale 3)
Campo da gioco
IMPIANTO INDOOR BASKET
IMPIANTO INDOOR BASKET
C.S. TRE VILLE S.P.IN CAMPIANO
Safeguarding - Codice Etico
APD E CRUSERI riferimenti Responsabile Safeguarding
Ai sensi del D.Lgs. 39/2021 art.16, il Consiglio Direttivo della APD E CRUSERI AD SA PIR - ASD ha
nominato il Responsabile per la prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni come sotto riportato:
nominativo
Davide Brunelli
contatti
cell. 3460013534
e-mail: brunob37@libero.it
e-mail: brunob37@libero.it
La Società ha inoltre adottato il modello di controllo ed il codice di condotta, consultabili sul sito www.cruseri.it.
APD E CRUSERI - modello organizzativo e codice di condotta
Modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva
+
Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione
Periodo di applicazione 2024 - 2028
+
Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione
Periodo di applicazione 2024 - 2028
1.1 Premessa
La Società Sportiva APD “E CRUSERI AD SA PIR” – ASD, si è dotata di un Modello Organizzativo e Codice
di Condotta in materia di Safeguarding (prevenzione di abusi, violenze e discriminazioni nell’attività
Sportiva) conformemente all’articolo 16 del D.Lgs. n. 39/2021, alla Delibera CONI del 25 luglio 2023
(art.3) e alle linee guida pubblicate dalla Federazione Italiana Pallacanestro (FIP).
1.2 Principi fondamentali
A tutti i tesserati e le tesserate sono riconosciuti i diritti fondamentali:
a) a un trattamento dignitoso e rispettoso in ogni rapporto, contesto e situazione in ambito associativo;
b) alla tutela da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva;
c) alla tutela del diritto alla salute e al benessere psico-fisico dei tesserati che costituisce un valore assolutamente prevalente anche rispetto a ogni risultato sportivo. Coloro che prendono parte, a qualsiasi titolo e in qualsiasi funzione e/o ruolo, all’attività sportiva, in forma diretta o indiretta, sono tenuti a rispettare tutte le disposizioni e le prescrizioni a tutela degli indicati diritti dei tesserati e delle tesserate. I tecnici, i dirigenti, i soci e tutti gli altri tesserati e tesserate sono tenuti a conoscere il presente Modello, il Codice di Condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione e il Regolamento per la tutela dei tesserati dagli abusi e dalle condotte discriminatorie della Federazione Italiana Pallacanestro.
a) a un trattamento dignitoso e rispettoso in ogni rapporto, contesto e situazione in ambito associativo;
b) alla tutela da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva;
c) alla tutela del diritto alla salute e al benessere psico-fisico dei tesserati che costituisce un valore assolutamente prevalente anche rispetto a ogni risultato sportivo. Coloro che prendono parte, a qualsiasi titolo e in qualsiasi funzione e/o ruolo, all’attività sportiva, in forma diretta o indiretta, sono tenuti a rispettare tutte le disposizioni e le prescrizioni a tutela degli indicati diritti dei tesserati e delle tesserate. I tecnici, i dirigenti, i soci e tutti gli altri tesserati e tesserate sono tenuti a conoscere il presente Modello, il Codice di Condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione e il Regolamento per la tutela dei tesserati dagli abusi e dalle condotte discriminatorie della Federazione Italiana Pallacanestro.
1.3 Ambito di applicazione e durata
Sono destinatari del presente documento tutti coloro che partecipano all’attività della APD E CRUSERI
AD SA PIR – ASD (consiglieri, allenatori, tecnici, atleti, personale di staff e collaboratori, anche
occasionali) che a qualsiasi titolo sono a contatto con gli atleti.
Il Modello organizzativo ed il Codice di Condotta avranno validità quadriennale.
La Società provvederà alla revisione o aggiornamento degli stessi ogni qualvolta sia necessario al fine
di recepire eventuali modifiche e/o integrazioni dei principi fondamentali e raccomandazioni, nonché
eventuali modifiche e integrazioni emanate dal Coni e/o dalla FIP.
1.4 Comportamenti rilevanti
Ai fini del presente documento costituiscono comportamenti rilevanti e rigorosamente vietati:
ABUSO PSICOLOGICO
Qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del tesserato, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di
strumenti digitali
ABUSO FISICO
Qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni, percosse,
soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso reale
o potenziale di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute,
un trauma, lesioni fisiche o che danneggi lo sviluppo psico-fisico del minore
tanto da compromettergli una sana e serena crescita. Tali atti possono anche
consistere nell’indurre un tesserato a svolgere (al fine di una migliore
performance sportiva) un’attività fisica inappropriata come il somministrare
carichi di allenamento inadeguati in base all’età, genere, struttura e capacità
fisica oppure forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque
doloranti, nonché nell’uso improprio, eccessivo, illecito o arbitrario di
strumenti sportivi. In quest’ambito rientrano anche quei comportamenti che
favoriscono il consumo di alcool, di sostanze comunque vietate da norme
vigenti o le pratiche di doping
MOLESTIA SESSUALE
Qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura
sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti una grave noia,
fastidio o disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere
nell’assumere un linguaggio del corpo inappropriato, nel rivolgere osservazioni
o allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non gradite
avente connotazione sessuale, ovvero telefonate, messaggi, lettere od ogni
altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto
intimidatorio, degradante o umiliante
ABUSO SESSUALE
Qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza
contatto, o con contatto e considerata non desiderata, o il cui consenso è
costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel
costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o
indesiderate, o nell’osservare il tesserato in condizioni e contesti non
appropriati
NEGLIGENZA
Il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi tesserato, anche in
ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale, presa conoscenza di uno
degli eventi, o comportamento, o condotta, o atto di cui al presente
documento, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga
causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere
anche nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei
bisogni fisici e/o psicologici del tesserato
INCURIA
La mancata soddisfazione delle necessita fondamentali a livello fisico,
medico, educativo ed emotivo
ABUSO DI MATRICE RELIGIOSA
l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare
liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il
culto purché non si tratti di riti contrari al buon costume
BULLISMO E CYBER BULLISMO
qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che un singolo individuo o
più soggetti possono mettere in atto, personalmente, attraverso i social
network o altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata, sia
ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più tesserati con lo scopo
di esercitare un potere o un dominio sul tesserato. Possono anche consistere
in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad intimidire
o turbare un tesserato che determinano una condizione di disagio, insicurezza,
paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti
l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva,
diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di
danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima)
COMPORTAMENTI DISCRIMINATORI
Qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio
basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status social-
economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni
personali, disabilità, età o orientamento sessuale
2.1 Obiettivi
Il Modello Organizzativo persegue i seguenti obiettivi:
a) promuovere una cultura e un ambiente inclusivi che assicurino la dignità e il rispetto dei diritti di tutti i tesserati, in particolare minori, e garantiscano l’uguaglianza e l’equità, nonché valorizzino le diversità;
b) garantire la consapevolezza dei tesserati in ordine ai propri diritti doveri, obblighi, responsabilità e tutele;
c) individuare e attuare adeguate misure, procedure e politiche di safeguarding, anche in conformità con le raccomandazioni del Responsabile Federale delle Politiche di Safeguarding, che riducano i rischi di condotte lesive dei diritti, specie nei confronti di tesserati minori;
d) gestire in maniera tempestiva, efficace e riservata le segnalazioni di fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e tutelare i segnalanti;
e) informare i tesserati, anche minori, sulle misure e procedure di prevenzione e contrasto ai fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e, in particolare, sulle procedure di segnalazione degli stessi;
f) assicurare la partecipazione della Società e dei tesserati alle iniziative organizzate dagli Enti di affiliazione nell’ambito delle politiche di safeguarding adottate;
g) coinvolgere in maniera proattiva tutti coloro che partecipano con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva nell’attuazione delle misure, procedure e politiche di safeguarding della Società.
a) promuovere una cultura e un ambiente inclusivi che assicurino la dignità e il rispetto dei diritti di tutti i tesserati, in particolare minori, e garantiscano l’uguaglianza e l’equità, nonché valorizzino le diversità;
b) garantire la consapevolezza dei tesserati in ordine ai propri diritti doveri, obblighi, responsabilità e tutele;
c) individuare e attuare adeguate misure, procedure e politiche di safeguarding, anche in conformità con le raccomandazioni del Responsabile Federale delle Politiche di Safeguarding, che riducano i rischi di condotte lesive dei diritti, specie nei confronti di tesserati minori;
d) gestire in maniera tempestiva, efficace e riservata le segnalazioni di fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e tutelare i segnalanti;
e) informare i tesserati, anche minori, sulle misure e procedure di prevenzione e contrasto ai fenomeni di abuso, violenza e discriminazione e, in particolare, sulle procedure di segnalazione degli stessi;
f) assicurare la partecipazione della Società e dei tesserati alle iniziative organizzate dagli Enti di affiliazione nell’ambito delle politiche di safeguarding adottate;
g) coinvolgere in maniera proattiva tutti coloro che partecipano con qualsiasi funzione o titolo all’attività sportiva nell’attuazione delle misure, procedure e politiche di safeguarding della Società.
2.2 Responsabile Safeguarding
La Società nomina un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (di seguito, il Responsabile
Safeguarding o il Responsabile), con lo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso, violenza e
discriminazione sui tesserati, nonché per garantire la protezione dell’integrità fisica e morale degli
sportivi.
La nomina del Responsabile è comunicata al Safeguarding federale e adeguatamente resa pubblica nell’ambito del rispettivo sodalizio (mediante immediata affissione presso la sede e pubblicazione sulla rispettiva homepage, se nella disponibilità del sodalizio, del nominativo e dei contatti). Il Responsabile safeguarding deve rispondere a requisiti di comprovata moralità, competenza, nonché autonomia e indipendenza.
In particolare:
a) età non inferiore a 18 anni;
b) possesso diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consente l’accesso all’Università o di titoli di studio superiori;
c) non aver riportato condanne penali passate in giudicato per reati non colposi a pene detentive superiori ad un anno ovvero a pene che comportino l’interdizione dai pubblici uffici superiori ad un anno.
Il Responsabile del Safeguarding deve:
- Vigilare sull’applicazione del presente modello
- Gestire con tempestività le eventuali segnalazioni ricevute
- partecipare ai seminari informativi organizzati dalle federazioni alla quale la Società è affiliata;
- operare in completa autonomia e discrezionalità rispetto alla struttura societaria ed avere libero e pieno accesso alle strutture sportive per ispezioni anche a sorpresa;
- vigilare sulla corretta applicazione e formulare all’organo preposto le proposte di aggiornamento del Modello e del Codice di Condotta, tenendo conto delle caratteristiche del sodalizio;
- rispettare gli obblighi di riservatezza di cui all’art. 12 del Regolamento per la prevenzione e il contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni sui Tesserati” della FIP. Il Responsabile dura in carica 4 anni e può essere riconfermato.
In caso di cessazione del ruolo di Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, per dimissioni, revoca o scadenza, la Società provvede entro 30 giorni alla nomina di un nuovo Responsabile comunicando la nomina al Safeguarding federale.
Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni può recedere in ogni momento dall’incarico con preavviso scritto di almeno 30 giorni, da comunicarsi alla Società con raccomandata A.R. e/o PEC.
La nomina di Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni può essere revocata ancora prima della scadenza del termine per gravi irregolarità di gestione o di funzionamento, con provvedimento motivato dell’organo preposto della Società. A titolo esemplificativo vengono considerate gravi irregolarità di gestione o funzionamento l’accertamento di un grave inadempimento nello svolgimento dei propri compiti, l’omessa comunicazione di un conflitto di interessi che impedisca il mantenimento del ruolo di Responsabile e la violazione degli obblighi di riservatezza).
La nomina del Responsabile è comunicata al Safeguarding federale e adeguatamente resa pubblica nell’ambito del rispettivo sodalizio (mediante immediata affissione presso la sede e pubblicazione sulla rispettiva homepage, se nella disponibilità del sodalizio, del nominativo e dei contatti). Il Responsabile safeguarding deve rispondere a requisiti di comprovata moralità, competenza, nonché autonomia e indipendenza.
In particolare:
a) età non inferiore a 18 anni;
b) possesso diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consente l’accesso all’Università o di titoli di studio superiori;
c) non aver riportato condanne penali passate in giudicato per reati non colposi a pene detentive superiori ad un anno ovvero a pene che comportino l’interdizione dai pubblici uffici superiori ad un anno.
Il Responsabile del Safeguarding deve:
- Vigilare sull’applicazione del presente modello
- Gestire con tempestività le eventuali segnalazioni ricevute
- partecipare ai seminari informativi organizzati dalle federazioni alla quale la Società è affiliata;
- operare in completa autonomia e discrezionalità rispetto alla struttura societaria ed avere libero e pieno accesso alle strutture sportive per ispezioni anche a sorpresa;
- vigilare sulla corretta applicazione e formulare all’organo preposto le proposte di aggiornamento del Modello e del Codice di Condotta, tenendo conto delle caratteristiche del sodalizio;
- rispettare gli obblighi di riservatezza di cui all’art. 12 del Regolamento per la prevenzione e il contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni sui Tesserati” della FIP. Il Responsabile dura in carica 4 anni e può essere riconfermato.
In caso di cessazione del ruolo di Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, per dimissioni, revoca o scadenza, la Società provvede entro 30 giorni alla nomina di un nuovo Responsabile comunicando la nomina al Safeguarding federale.
Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni può recedere in ogni momento dall’incarico con preavviso scritto di almeno 30 giorni, da comunicarsi alla Società con raccomandata A.R. e/o PEC.
La nomina di Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni può essere revocata ancora prima della scadenza del termine per gravi irregolarità di gestione o di funzionamento, con provvedimento motivato dell’organo preposto della Società. A titolo esemplificativo vengono considerate gravi irregolarità di gestione o funzionamento l’accertamento di un grave inadempimento nello svolgimento dei propri compiti, l’omessa comunicazione di un conflitto di interessi che impedisca il mantenimento del ruolo di Responsabile e la violazione degli obblighi di riservatezza).
2.3 Prevenzione e gestione dei rischi
AL fine di prevenire contrastare ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione, la Società ha adottato le
seguenti policy:
2.3.1 Certificazioni
La Società, prima di assegnare un incarico di qualsiasi tipo, procederà all’acquisizione delle idonee
certificazioni rilasciate da parte delle autorità competenti, relative ai precedenti penali e carichi
pendenti rilevanti di tutti i soggetti dello staff a contatto con gli atleti (allenatori, tecnici, dipendenti,
medici e altri soggetti a contatto con gli atleti).
Tali certificazioni saranno rinnovate annualmente. L’indisponibilità dei certificati o l’impossibilità di acquisirli risulta ostativa ai fini della instaurazione e/o prosecuzione del rapporto con la Società.
Tali certificazioni saranno rinnovate annualmente. L’indisponibilità dei certificati o l’impossibilità di acquisirli risulta ostativa ai fini della instaurazione e/o prosecuzione del rapporto con la Società.
2.3.2 Regole di condotta
I tecnici e tutto lo staff, a contatto con gli atleti in gara e durante gli allenamenti, dovranno rigorosamente
attenersi a quanto previsto nel presente documento e improntare il proprio comportamento alle
seguenti buone pratiche:
a) riservare ad ogni Tesserato adeguata attenzione, impegno, rispetto e dignità;
b) prestare la dovuta attenzione ad eventuali situazioni di disagio, percepite o conosciute anche indirettamente, con particolare attenzione a circostanze che riguardino minorenni, segnalando, in tal caso e senza ritardo, la circostanza agli esercenti la responsabilità genitoriale;
c) programmare allenamenti adeguati nel rispetto dello sviluppo fisico, sportivo ed emotivo dell’atleta, tenendo in considerazione anche interessi e bisogni dello stesso;
d) porre attenzione, in occasione delle trasferte in Italia e all’estero, a soluzioni logistiche (sistemazione in hotel, spostamenti della squadra e in generale rapporti tra atleti e tecnici al di fuori dell’allenamento e delle singole partite “fuori casa”) atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati. In caso di atleti minorenni, sono da adottare ancora maggiori cautele e devono essere acquisite tutte le autorizzazioni scritte da parte di chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore;
e) durante le trasferte in Italia e all’estero, prevedere sistemazioni in hotel con attribuzione di camere separate a tecnici e staff tecnico, anche medico, rispetto agli atleti. In caso di atleti minorenni, sono da adottare ancora maggiori cautele e devono essere acquisite tutte le autorizzazioni scritte da parte di chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore;
f) ottenere, in caso di atleti minorenni, l’autorizzazione scritta dagli esercenti la responsabilità genitoriale qualora siano programmate sedute di allenamento singole e/o in orari in cui gli spazi utilizzati per l’attività sportiva non siano usualmente frequentati;
g) prevenire, durante gli allenamenti collegiali, tutti i comportamenti e le condotte descritte al precedente punto 5, con azioni di sensibilizzazione e controllo;
h) spiegare in modo chiaro ai fruitori dello spazio in cui si sta svolgendo l’attività sportiva, che gli
i) j) apprezzamenti, i commenti e le valutazioni che non siano strettamente inerenti alla prestazione sportiva e compresi tra quelli indicati nel presente documento possono essere lesivi della dignità, del decoro e della sensibilità della persona; porre attenzione, in occasione delle visite mediche, a soluzioni e modalità di svolgimento atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, preferendo, ove possibile, l’esecuzione della visita alla presenza degli esercenti la responsabilità genitoriale; prevedere spogliatoi separati tra tecnici ed atleti.
a) riservare ad ogni Tesserato adeguata attenzione, impegno, rispetto e dignità;
b) prestare la dovuta attenzione ad eventuali situazioni di disagio, percepite o conosciute anche indirettamente, con particolare attenzione a circostanze che riguardino minorenni, segnalando, in tal caso e senza ritardo, la circostanza agli esercenti la responsabilità genitoriale;
c) programmare allenamenti adeguati nel rispetto dello sviluppo fisico, sportivo ed emotivo dell’atleta, tenendo in considerazione anche interessi e bisogni dello stesso;
d) porre attenzione, in occasione delle trasferte in Italia e all’estero, a soluzioni logistiche (sistemazione in hotel, spostamenti della squadra e in generale rapporti tra atleti e tecnici al di fuori dell’allenamento e delle singole partite “fuori casa”) atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati. In caso di atleti minorenni, sono da adottare ancora maggiori cautele e devono essere acquisite tutte le autorizzazioni scritte da parte di chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore;
e) durante le trasferte in Italia e all’estero, prevedere sistemazioni in hotel con attribuzione di camere separate a tecnici e staff tecnico, anche medico, rispetto agli atleti. In caso di atleti minorenni, sono da adottare ancora maggiori cautele e devono essere acquisite tutte le autorizzazioni scritte da parte di chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore;
f) ottenere, in caso di atleti minorenni, l’autorizzazione scritta dagli esercenti la responsabilità genitoriale qualora siano programmate sedute di allenamento singole e/o in orari in cui gli spazi utilizzati per l’attività sportiva non siano usualmente frequentati;
g) prevenire, durante gli allenamenti collegiali, tutti i comportamenti e le condotte descritte al precedente punto 5, con azioni di sensibilizzazione e controllo;
h) spiegare in modo chiaro ai fruitori dello spazio in cui si sta svolgendo l’attività sportiva, che gli
i) j) apprezzamenti, i commenti e le valutazioni che non siano strettamente inerenti alla prestazione sportiva e compresi tra quelli indicati nel presente documento possono essere lesivi della dignità, del decoro e della sensibilità della persona; porre attenzione, in occasione delle visite mediche, a soluzioni e modalità di svolgimento atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, preferendo, ove possibile, l’esecuzione della visita alla presenza degli esercenti la responsabilità genitoriale; prevedere spogliatoi separati tra tecnici ed atleti.
2.4 Procedura di segnalazione di abusi, violenze o discriminazioni
I soggetti di cui al punto 1.3 del presente documento e, in casi di minorenni, gli esercenti la
responsabilità genitoriale, possono presentare segnalazioni circostanziate di abusi, violenze e
discriminazioni, di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte.
I soggetti di cui al punto 1.3 del presente documento possono altresì essere i soggetti la cui condotta è
oggetto di Segnalazione.
2.4.1 Fattispecie oggetto di segnalazione
La segnalazione deve avere ad oggetto:
- una violazione del presente Modello, dei principi, delle regole e delle policy in esso previste;
- presunti abusi, violenze e discriminazioni.
- una violazione del presente Modello, dei principi, delle regole e delle policy in esso previste;
- presunti abusi, violenze e discriminazioni.
2.4.2 Forma e contenuti minimi della Segnalazione
Obiettivo del presente documento è consentire ed incentivare l’utilizzo della Segnalazione, pertanto,
sono delineati gli elementi essenziali che devono essere contenuti nella Segnalazione medesima:
- una chiara descrizione dei fatti oggetto di Segnalazione, con indicazione (se conosciute) delle circostanze di tempo e luogo in cui sono stati commessi/omessi i fatti (a titolo puramente esemplificativo: contratto, transazione, luogo etc.);
- qualsiasi elemento (come la funzione/ruolo aziendale) che consenta un’agevole identificazione del/i presunto/i autore/i del comportamento illecito o contrario al Modello. Inoltre, il Segnalante dovrà indicare i seguenti ulteriori elementi:
- le proprie generalità;
- l’indicazione di eventuali altri soggetti che possono riferire sui fatti narrati;
- l’indicazione di eventuali documenti che possono confermare la fondatezza di tali fatti;
- ogni altra informazione che possa agevolare la raccolta di evidenze su quanto segnalato. Il Segnalante potrà inoltre allegare eventuale documentazione utile a meglio circostanziare la Segnalazione.
Sono consentite segnalazioni anche in forma anonima.
- una chiara descrizione dei fatti oggetto di Segnalazione, con indicazione (se conosciute) delle circostanze di tempo e luogo in cui sono stati commessi/omessi i fatti (a titolo puramente esemplificativo: contratto, transazione, luogo etc.);
- qualsiasi elemento (come la funzione/ruolo aziendale) che consenta un’agevole identificazione del/i presunto/i autore/i del comportamento illecito o contrario al Modello. Inoltre, il Segnalante dovrà indicare i seguenti ulteriori elementi:
- le proprie generalità;
- l’indicazione di eventuali altri soggetti che possono riferire sui fatti narrati;
- l’indicazione di eventuali documenti che possono confermare la fondatezza di tali fatti;
- ogni altra informazione che possa agevolare la raccolta di evidenze su quanto segnalato. Il Segnalante potrà inoltre allegare eventuale documentazione utile a meglio circostanziare la Segnalazione.
Sono consentite segnalazioni anche in forma anonima.
2.4.3 Esclusioni: le segnalazioni vietate
La Segnalazione non deve assumere toni ingiuriosi o contenere offese personali o giudizi morali volti ad
offendere o ledere l’onore e/o il decoro personale e/o professionale della persona o delle persone a cui
i fatti segnalati sono riferiti.
È vietato in particolare:
- il ricorso ad espressioni ingiuriose;
- l’invio di Segnalazioni false o con finalità puramente diffamatorie o calunniose;
- l’invio di Segnalazioni di natura discriminatoria, in quanto riferite ad orientamenti sessuali, religiosi e politici o all’origine razziale o etnica del Soggetto Segnalato;
- l’invio di Segnalazioni effettuate con l’unico scopo di danneggiare il Soggetto Segnalato.
È vietato in particolare:
- il ricorso ad espressioni ingiuriose;
- l’invio di Segnalazioni false o con finalità puramente diffamatorie o calunniose;
- l’invio di Segnalazioni di natura discriminatoria, in quanto riferite ad orientamenti sessuali, religiosi e politici o all’origine razziale o etnica del Soggetto Segnalato;
- l’invio di Segnalazioni effettuate con l’unico scopo di danneggiare il Soggetto Segnalato.
2.4.4 Canali di segnalazione
La Segnalazione, può essere effettuata attraverso i seguenti canali:
- casella di posta elettronica ordinaria (canale preferenziale): brunob37@libero.it riservata, in via esclusiva, al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni della Società
- lettera riservata, inviata al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni della APD E CRUSERI AD SA PIR, via S.Quasimodo 28, San Pietro in Campiano Ravenna.
- casella di posta elettronica ordinaria (canale preferenziale): brunob37@libero.it riservata, in via esclusiva, al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni della Società
- lettera riservata, inviata al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni della APD E CRUSERI AD SA PIR, via S.Quasimodo 28, San Pietro in Campiano Ravenna.
2.4.5 Confidenzialità e riservatezza
La Società garantisce la riservatezza della Segnalazione, dei contenuti della stessa, dell’identità del
Segnalante e del Segnalato, nonché della documentazione allegata all’atto della stessa o
successivamente raccolta od elaborata.
Pertanto, le suddette informazioni (ivi inclusa l’eventuale documentazione) non possono essere rivelate a persone non direttamente coinvolte nel processo di gestione delle segnalazioni, di seguito descritto.
Nel caso di una denuncia che coinvolga un minore come presunta vittima, i genitori o il tutore legale del minore devono essere informati, a condizione che ciò non sia considerato un rischio per la sicurezza di tale minore.
Tutti coloro che ricevono o sono coinvolti nella gestione delle Segnalazioni sono tenuti a tutelarne la riservatezza.
Pertanto, le suddette informazioni (ivi inclusa l’eventuale documentazione) non possono essere rivelate a persone non direttamente coinvolte nel processo di gestione delle segnalazioni, di seguito descritto.
Nel caso di una denuncia che coinvolga un minore come presunta vittima, i genitori o il tutore legale del minore devono essere informati, a condizione che ciò non sia considerato un rischio per la sicurezza di tale minore.
Tutti coloro che ricevono o sono coinvolti nella gestione delle Segnalazioni sono tenuti a tutelarne la riservatezza.
2.4.6 Gestione delle segnalazioni
Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni , ricevute le segnalazioni, effettua le seguenti
attività:
a) analizza il contenuto della segnalazione (e l’eventuale documentazione allegata) inviata dal Segnalante ed effettuata una valutazione preliminare circa la sussistenza dei presupposti, necessaria per avviare ulteriori approfondimenti. In particolare, la valutazione iniziale tiene conto della presenza di un ragionevole presupposto di fondatezza/attendibilità, quanto meno rispetto alla possibilità di poter pervenire a concrete verifiche circa i fatti segnalati, con esclusione dei casi in cui la completa genericità delle segnalazioni non consente nemmeno di avviare una verifica indirizzandola verso prospettive concrete. In quest’ultimo caso si determinano i presupposti per l’archiviazione;
b) re-indirizza eventuali segnalazioni pervenute ma il cui contenuto non rientra nel perimetro indicato al paragrafo 2.4.1, senza quindi compiere alcuna valutazione di merito preliminare; in caso di segnalazione precisa e circostanziata valuta le azioni da compiere, coerentemente con gli strumenti normativi e aziendali vigenti, al fine di stabilire la fondatezza o meno della segnalazione (es. richiede approfondimenti, avvia un intervento di audit, etc.). In tale fase identifica le funzioni competenti, definite caso per caso in relazione all’oggetto della segnalazione, da coinvolgere per lo svolgimento delle ulteriori verifiche e conseguenti relative decisioni. In tali circostanze i soggetti coinvolti nell’attività di istruttoria diventano anch’essi destinatari della presente policy e sono di conseguenza chiamati al rispetto, tra gli altri, degli obblighi di riservatezza. In caso di violazioni da parte di tali soggetti delle tutele contenute nella presente policy, la Società potrà applicare le misure indicate nel sistema disciplinare.
c) informa il Segnalante non anonimo sugli sviluppi del procedimento, tenendo conto dell’obbligo della confidenzialità delle informazioni ricevute. Nel caso in cui il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni decida di non dare seguito alla segnalazione, deve fornire al Segnalante per iscritto le motivazioni che conducono alla sua archiviazione.
Se accerta la commissione di violazioni, il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni proporrà l’applicazione delle sanzioni previste dal seguente Modello al Consiglio di Amministrazione, cui spetta la decisione finale sulla sanzione da applicare.
a) analizza il contenuto della segnalazione (e l’eventuale documentazione allegata) inviata dal Segnalante ed effettuata una valutazione preliminare circa la sussistenza dei presupposti, necessaria per avviare ulteriori approfondimenti. In particolare, la valutazione iniziale tiene conto della presenza di un ragionevole presupposto di fondatezza/attendibilità, quanto meno rispetto alla possibilità di poter pervenire a concrete verifiche circa i fatti segnalati, con esclusione dei casi in cui la completa genericità delle segnalazioni non consente nemmeno di avviare una verifica indirizzandola verso prospettive concrete. In quest’ultimo caso si determinano i presupposti per l’archiviazione;
b) re-indirizza eventuali segnalazioni pervenute ma il cui contenuto non rientra nel perimetro indicato al paragrafo 2.4.1, senza quindi compiere alcuna valutazione di merito preliminare; in caso di segnalazione precisa e circostanziata valuta le azioni da compiere, coerentemente con gli strumenti normativi e aziendali vigenti, al fine di stabilire la fondatezza o meno della segnalazione (es. richiede approfondimenti, avvia un intervento di audit, etc.). In tale fase identifica le funzioni competenti, definite caso per caso in relazione all’oggetto della segnalazione, da coinvolgere per lo svolgimento delle ulteriori verifiche e conseguenti relative decisioni. In tali circostanze i soggetti coinvolti nell’attività di istruttoria diventano anch’essi destinatari della presente policy e sono di conseguenza chiamati al rispetto, tra gli altri, degli obblighi di riservatezza. In caso di violazioni da parte di tali soggetti delle tutele contenute nella presente policy, la Società potrà applicare le misure indicate nel sistema disciplinare.
c) informa il Segnalante non anonimo sugli sviluppi del procedimento, tenendo conto dell’obbligo della confidenzialità delle informazioni ricevute. Nel caso in cui il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni decida di non dare seguito alla segnalazione, deve fornire al Segnalante per iscritto le motivazioni che conducono alla sua archiviazione.
Se accerta la commissione di violazioni, il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni proporrà l’applicazione delle sanzioni previste dal seguente Modello al Consiglio di Amministrazione, cui spetta la decisione finale sulla sanzione da applicare.
2.4.7 Archiviazione, conservazione e tracciabilità
Al fine di garantire la ricostruzione delle diverse fasi del processo, il Responsabile contro abusi,
violenze e discriminazioni deve assicurare:
- la tracciabilità delle segnalazioni e delle relative attività di ricezione, istruttoria e valutazione;
- la conservazione della documentazione inerente alle segnalazioni e le relative attività di verifica nonché gli eventuali provvedimenti decisionali adottati dalle funzioni competenti;
- la conservazione della documentazione e delle segnalazioni per un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati. Le attività di cui sopra vengono gestite in conformità alla vigente normativa in materia di protezione dei dati personali e in aderenza ai regolamenti interni in materia.
- la tracciabilità delle segnalazioni e delle relative attività di ricezione, istruttoria e valutazione;
- la conservazione della documentazione inerente alle segnalazioni e le relative attività di verifica nonché gli eventuali provvedimenti decisionali adottati dalle funzioni competenti;
- la conservazione della documentazione e delle segnalazioni per un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati. Le attività di cui sopra vengono gestite in conformità alla vigente normativa in materia di protezione dei dati personali e in aderenza ai regolamenti interni in materia.
2.4.8 Comportamenti sanzionabili e provvedimenti disciplinari
A titolo esemplificativo e non esaustivo, i comportamenti sanzionabili possono essere ricondotti a:
a) violazione delle disposizioni di cui al presente Modello e della documentazione che ne costituisce parte integrante;
b) violazione degli obblighi di informazione nei confronti della Società;
c) effettuazione con dolo o colpa grave di Segnalazioni che si rivelano manifestamente infondate;
d) atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla Segnalazione. Nei confronti dei collaboratori retribuiti, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:
- richiamo verbale e ammonizione scritta per mancanze lievi;
- multa in misura non eccedente l’importo di 5 ore di retribuzione;
- sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di giorni 15;
- risoluzione del contratto e, in caso di collaboratore socio della Società, radiazione dello stesso. Nei confronti dei volontari della Società, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:
- richiamo verbale e ammonizione scritta per mancanze lievi; allontanamento dalle strutture di
- allenamento e gara per un periodo non superiore a 15 giorni;
- allontanamento dalle strutture di allenamento e gara per un periodo non superiore a 1 anno;
- recesso del rapporto di volontariato e, in caso di volontario socio della Società, radiazione dello stesso.
In ogni caso, le sanzioni devono rispettare il principio di proporzionalità, tenendo in particolare considerazione la natura e la gravità delle violazioni, il numero di violazioni ovvero qualsiasi altra circostanza rilevante (quali la minore età, le condizioni o menomazioni psico-fisiche della vittima), ferme restando le procedure e le sanzioni previste dall’ordinamento della FIP.
a) violazione delle disposizioni di cui al presente Modello e della documentazione che ne costituisce parte integrante;
b) violazione degli obblighi di informazione nei confronti della Società;
c) effettuazione con dolo o colpa grave di Segnalazioni che si rivelano manifestamente infondate;
d) atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla Segnalazione. Nei confronti dei collaboratori retribuiti, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:
- richiamo verbale e ammonizione scritta per mancanze lievi;
- multa in misura non eccedente l’importo di 5 ore di retribuzione;
- sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di giorni 15;
- risoluzione del contratto e, in caso di collaboratore socio della Società, radiazione dello stesso. Nei confronti dei volontari della Società, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:
- richiamo verbale e ammonizione scritta per mancanze lievi; allontanamento dalle strutture di
- allenamento e gara per un periodo non superiore a 15 giorni;
- allontanamento dalle strutture di allenamento e gara per un periodo non superiore a 1 anno;
- recesso del rapporto di volontariato e, in caso di volontario socio della Società, radiazione dello stesso.
In ogni caso, le sanzioni devono rispettare il principio di proporzionalità, tenendo in particolare considerazione la natura e la gravità delle violazioni, il numero di violazioni ovvero qualsiasi altra circostanza rilevante (quali la minore età, le condizioni o menomazioni psico-fisiche della vittima), ferme restando le procedure e le sanzioni previste dall’ordinamento della FIP.
2.5 Obblighi informativi e altre misure
Con riferimento alle misure previste dal presente Modello, al fine di garantire la diffusione e la
pubblicizzazione delle politiche di safeguarding e la trasmissione delle informazioni, nel rispetto degli
obblighi di riservatezza, la Società è tenuta al rispetto dei seguenti obblighi:
a) affiggere presso la sede della Società e pubblicare sulla rispettiva homepage il Modello nonché il nominativo ed i contatti del Responsabile;
b) pubblicare la notizia dell’adozione del Modello e dei relativi aggiornamenti presso la sede della Società e sulla rispettiva homepage;
c) comunicare l’adozione del Modello e dei relativi aggiornamenti al Responsabile e al Responsabile federale delle politiche di safeguarding;
d) al momento del tesseramento, informare il tesserato o eventualmente coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti, del Modello nonché del nominativo e dei contatti del Responsabile;
e) comunicare ogni informazione rilevante al Responsabile, al Responsabile federale delle politiche di safeguarding nonché all’Ufficio della Procura federale ove competente;
f) adottare misure per la diffusione e la pubblicizzazione periodica presso i tesserati delle procedure per la segnalazione di eventuali comportamenti lesivi;
g) adottare adeguate misure per la diffusione o l’accesso a materiali informativi finalizzati alla prevenzione e contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione nonché alla consapevolezza dei tesserati in ordine a propri diritti, obblighi e tutele;
h) adottare adeguate misure per la diffusione o l’accesso a materiali informativi finalizzati alla sensibilizzazione e alla prevenzione dei disturbi alimentari negli sportivi;
i) adottare un’adeguata informativa ai tesserati o eventualmente a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti, con riferimento alle specifiche misure adottate per la prevenzione e contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione in occasione di manifestazioni sportive;
) adottare adeguate misure per la diffusione e pubblicizzazione presso i tesserati di ogni altra politica di safeguarding adottata dalla FIP nonché dalla Società;organizzare programmi di formazione volti a far conoscere ai propri tesserati i principi fondamentali da rispettare e le politiche di prevenzione adottate anche in conformità a quanto indicato nei Principi fondamentali per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di abuso violenza e discriminazione emanati dall’Osservatorio Permanente Coni per le politiche di safeguarding. Di tale formazione verrà data prova tramite attestati di partecipazione almeno semestrali. 3. Codice di condotta 3.1 Doveri e obblighi dei Tesserati Il presente Modello stabilisce i seguenti doveri e obblighi a carico di tutti i tesserati:
a) comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri tesserati;
b) astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;
c) garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;
d) impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi;
e) impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;
f) instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero loro delegati;
g) prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;
h) affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;
i) collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);
j) segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
a) affiggere presso la sede della Società e pubblicare sulla rispettiva homepage il Modello nonché il nominativo ed i contatti del Responsabile;
b) pubblicare la notizia dell’adozione del Modello e dei relativi aggiornamenti presso la sede della Società e sulla rispettiva homepage;
c) comunicare l’adozione del Modello e dei relativi aggiornamenti al Responsabile e al Responsabile federale delle politiche di safeguarding;
d) al momento del tesseramento, informare il tesserato o eventualmente coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti, del Modello nonché del nominativo e dei contatti del Responsabile;
e) comunicare ogni informazione rilevante al Responsabile, al Responsabile federale delle politiche di safeguarding nonché all’Ufficio della Procura federale ove competente;
f) adottare misure per la diffusione e la pubblicizzazione periodica presso i tesserati delle procedure per la segnalazione di eventuali comportamenti lesivi;
g) adottare adeguate misure per la diffusione o l’accesso a materiali informativi finalizzati alla prevenzione e contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione nonché alla consapevolezza dei tesserati in ordine a propri diritti, obblighi e tutele;
h) adottare adeguate misure per la diffusione o l’accesso a materiali informativi finalizzati alla sensibilizzazione e alla prevenzione dei disturbi alimentari negli sportivi;
i) adottare un’adeguata informativa ai tesserati o eventualmente a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti, con riferimento alle specifiche misure adottate per la prevenzione e contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione in occasione di manifestazioni sportive;
) adottare adeguate misure per la diffusione e pubblicizzazione presso i tesserati di ogni altra politica di safeguarding adottata dalla FIP nonché dalla Società;organizzare programmi di formazione volti a far conoscere ai propri tesserati i principi fondamentali da rispettare e le politiche di prevenzione adottate anche in conformità a quanto indicato nei Principi fondamentali per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di abuso violenza e discriminazione emanati dall’Osservatorio Permanente Coni per le politiche di safeguarding. Di tale formazione verrà data prova tramite attestati di partecipazione almeno semestrali. 3. Codice di condotta 3.1 Doveri e obblighi dei Tesserati Il presente Modello stabilisce i seguenti doveri e obblighi a carico di tutti i tesserati:
a) comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri tesserati;
b) astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;
c) garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;
d) impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi;
e) impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;
f) instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero loro delegati;
g) prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;
h) affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;
i) collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);
j) segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
3.1 Doveri e obblighi dei Tesserati
Il presente Modello stabilisce i seguenti doveri e obblighi a carico di tutti i tesserati:
a) comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri tesserati;
b) astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;
c) garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;
d) impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi;
e) impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;
f) instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero loro delegati;
g) prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;
h) affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;
i) collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);
j) segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
a) comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri tesserati;
b) astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni ludiche, per gioco o per scherzo;
c) garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un ambiente sano, sicuro e inclusivo;
d) impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri tesserati nei percorsi educativi e formativi;
e) impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo, valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;
f) instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero loro delegati;
g) prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una comunicazione sana, efficace e costruttiva;
h) affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;
i) collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi, violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);
j) segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
3.2 Doveri e obblighi dei Dirigenti Sportivi e dei Tecnici
Il presente Modello stabilisce i seguenti doveri e obblighi a carico dei dirigenti sportivi e dei tecnici:
a) agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;
b) astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori;
c) contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei tesserati, in particolare se minori;
d) evitare ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se minori;
e) promuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;
f) astenersi dal creare situazioni di intimità con il tesserato minore;
g) porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;
h) comunicare e condividere con il tesserato minore gli obiettivi educativi e formativi, illustrando le modalità con cui si intendono perseguire tali obiettivi e coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;
i) astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con il tesserato minore, anche mediante social network;
j) interrompere senza indugio ogni contatto con il tesserato minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile;
k) impiegare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione e/o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo;
l) segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari degli atleti loro affidati;
m) dichiarare cause di incompatibilità e conflitti di interesse;
n) sostenere i valori dello sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni sportive dei tesserati;
o) conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;
p) astenersi dall’utilizzo, dalla riproduzione e dalla diffusione di immagini o video dei tesserati minori, se non per finalità educative e formative, acquisendo le necessarie autorizzazioni da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero da loro delegati;
q) segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
a) agire per prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione;
b) astenersi da qualsiasi abuso o uso improprio della propria posizione di fiducia, potere o influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori;
c) contribuire alla formazione e alla crescita armonica dei tesserati, in particolare se minori;
d) evitare ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se minori;
e) promuovere un rapporto tra tesserati improntato al rispetto e alla collaborazione, prevenendo situazioni disfunzionali, che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore;
f) astenersi dal creare situazioni di intimità con il tesserato minore;
g) porre in essere, in occasione delle trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;
h) comunicare e condividere con il tesserato minore gli obiettivi educativi e formativi, illustrando le modalità con cui si intendono perseguire tali obiettivi e coinvolgendo nelle scelte coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la loro cura ovvero loro delegati;
i) astenersi da comunicazioni e contatti di natura intima con il tesserato minore, anche mediante social network;
j) interrompere senza indugio ogni contatto con il tesserato minore qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, attivando il Responsabile;
k) impiegare le necessarie competenze professionali nell’eventuale programmazione e/o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo;
l) segnalare tempestivamente eventuali indicatori di disturbi alimentari degli atleti loro affidati;
m) dichiarare cause di incompatibilità e conflitti di interesse;
n) sostenere i valori dello sport, altresì educando al ripudio di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni sportive dei tesserati;
o) conoscere, informarsi e aggiornarsi con continuità sulle politiche di safeguarding, sulle misure di prevenzione e contrasto agli abusi, violenze e discriminazioni, nonché sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;
p) astenersi dall’utilizzo, dalla riproduzione e dalla diffusione di immagini o video dei tesserati minori, se non per finalità educative e formative, acquisendo le necessarie autorizzazioni da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero da loro delegati;
q) segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano i tesserati a pregiudizio, pericolo, timore o disagio.
3.3 Diritti, doveri e obblighi degli Atleti
Il presente Modello stabilisce i seguenti diritti, doveri e obblighi a carico degli atleti:
a) rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco;
b) comunicare le proprie aspirazioni ai dirigenti sportivi e ai tecnici e valutare in spirito di collaborazione le proposte circa gli obiettivi educativi e formativi e le modalità di raggiungimento di tali obiettivi, anche con il supporto di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dei soggetti cui è affidata la loro cura, eventualmente confrontandosi con gli altri atleti;
c) comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;
d) prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;
e) rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive;
f) rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e dei tecnici;
g) mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;
h) riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero ai loro delegati;
i) evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, anche in occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;
j) astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima ricevuto, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero ai loro delegati, nonché al Responsabile;
k) segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pericolo o pregiudizio.
a) rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo assistenza e sostegno reciproco;
b) comunicare le proprie aspirazioni ai dirigenti sportivi e ai tecnici e valutare in spirito di collaborazione le proposte circa gli obiettivi educativi e formativi e le modalità di raggiungimento di tali obiettivi, anche con il supporto di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o dei soggetti cui è affidata la loro cura, eventualmente confrontandosi con gli altri atleti;
c) comunicare a dirigenti sportivi e tecnici situazioni di ansia, timore o disagio che riguardino sé o altri;
d) prevenire, evitare e segnalare situazioni disfunzionali che creino, anche mediante manipolazione, uno stato di soggezione, pericolo o timore negli altri atleti;
e) rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere degli altri atleti e, più in generale, di tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive;
f) rispettare la funzione educativa e formativa dei dirigenti sportivi e dei tecnici;
g) mantenere rapporti improntati al rispetto con gli altri atleti e con ogni soggetto comunque coinvolto nelle attività sportive;
h) riferire qualsiasi infortunio o incidente agli esercenti la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero ai loro delegati;
i) evitare contatti e situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, anche in occasione di trasferte, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;
j) astenersi dal diffondere materiale fotografico e video di natura privata o intima ricevuto, segnalando comportamenti difformi a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la loro cura ovvero ai loro delegati, nonché al Responsabile;
k) segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a pericolo o pregiudizio.
Contatti
Segreteria
3408417101 (anche whatsapp)
Direttore Sportivo
Antonio Bendandi 3388097385
Mail per iscrizione ai corsi
Apdcruseri@gmail.com
Mail della Società
info@cruseri.it
Responsabile safeguarding
Davide Brunelli brunob37@libero.it
Ufficio Segreteria
presso Centro Sportivo “Tre Ville” di San Pietro in Campiano
Orari di apertura
lunedì e mercoledì dalle 16.30 alle 18.30
Storia
Dal 1976 si sono susseguite diverse discipline: podismo, cicloturismo, nuoto, calcio, ginnastica ritmica, pallamano, rugby e scherma.
Le origini
50 ANNI DI STORIA SPORTIVA
La Polisportiva “E CRUSERI AD SA PIR” di San Pietro in Campiano è stata fondata il 6 giugno 1975 e, sin dalle origini, si è concentrata in attività sportive prevalentemente rivolte ai più giovani.Dal 1976 si sono susseguite diverse discipline: podismo, cicloturismo, nuoto, calcio, ginnastica ritmica, pallamano, rugby e scherma.
Dal 1992, l’attività sportiva prevalente della APD “E CRUSERI AD SA PIR” è il BASKET.
La crescita
OLTRE UN TRENTENNIO DI PALLA A SPICCHI
Con pochi mezzi a disposizione ma con tanta buona volontà sono stati creati un settore giovanile (dai gruppi Minibasket fino agli Under 19) ed una prima squadra che ora milita nel campionato FIP Divisione Regionale 3. La costante attività promozionale nelle scuole del territorio tramite lezioni patrocinate dal CONI, confronti/interventi con giocatori professionisti militanti in serie A (uno su tutti il leggendario Michael Ray Sugar Richardson, ex stella NBA) e un'intensa attività comunicativa hanno determinato una continua crescita del movimento ed incrementato la visibilità.Organi di informazione
DA CRUS'VOICE A www.cruseri.it
Nel dicembre 1996 il Cruseri è stata una delle prime società a creare un giornalino di informazione mensile, che ha ottenuto un notevole seguito. Dal 2005 la nostra informazione è sbarcata sul web con il sito www.cruseri.it e, alcuni anni dopo, anche con la pagina facebook. Prestando molta attenzione ai cambiamenti ed alle nuove esigenze abbiamo adeguato la nostra comunicazione ai tempi diventando "a portata di click". Questo ci ha permesso di pubblicare in tempo quasi reale report di partite, foto e informazioni.
CRUSERI INTERNATIONAL
LA SCOPERTA DELL'AMERICA
Il Cruseri Basket ha avuto il suo momento di notorietà a livello internazionale nell'estate del 1997, quando il coach di allora (Gianluca Ceccarini) ha allestito una squadra per partecipare ad un torneo giovanile a Minneapolis. A tale evento hanno partecipato oltre 100 compagini provenienti da vari Paesi e i nostri giocatori hanno trascorso una decina di giorni di vacanza-sport, ospitati da famiglie del posto. Ricordi indelebili in chi ha vissuto quell'esperienza (ricordiamo che abbiamo anche battuto una squadra del Missouri) e senz'altro una pionieristica operazione di export per la piccolissima San Pietro in Campiano.CENTRO SPORTIVO “TRE VILLE” DI SAN PIETRO IN CAMPIANO UN PATRIMONIO MULTIFUNZIONALE
Il Cruseri ha in gestione il CENTRO SPORTIVO 3 VILLE, impianto comprendente una tensostruttura omologata FIP ove la Società ha concentrato tutte le sue attività basket, e un campo da calcio, utilizzato da squadre della zona per allenamenti e partite di campionato.












