2.1 Obiettivi
Il Modello Organizzativo persegue i seguenti obiettivi:
a) promuovere una cultura e un ambiente inclusivi che assicurino la dignità e il rispetto dei diritti di tutti
i tesserati, in particolare minori, e garantiscano l’uguaglianza e l’equità, nonché valorizzino le
diversità;
b) garantire la consapevolezza dei tesserati in ordine ai propri diritti doveri, obblighi, responsabilità e
tutele;
c) individuare e attuare adeguate misure, procedure e politiche di safeguarding, anche in conformità
con le raccomandazioni del Responsabile Federale delle Politiche di Safeguarding, che riducano i
rischi di condotte lesive dei diritti, specie nei confronti di tesserati minori;
d) gestire in maniera tempestiva, efficace e riservata le segnalazioni di fenomeni di abuso, violenza e
discriminazione e tutelare i segnalanti;
e) informare i tesserati, anche minori, sulle misure e procedure di prevenzione e contrasto ai fenomeni
di abuso, violenza e discriminazione e, in particolare, sulle procedure di segnalazione degli stessi;
f) assicurare la partecipazione della Società e dei tesserati alle iniziative organizzate dagli Enti di
affiliazione nell’ambito delle politiche di safeguarding adottate;
g) coinvolgere in maniera proattiva tutti coloro che partecipano con qualsiasi funzione o titolo
all’attività sportiva nell’attuazione delle misure, procedure e politiche di safeguarding della Società.
2.2 Responsabile Safeguarding
La Società nomina un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni (di seguito, il Responsabile
Safeguarding o il Responsabile), con lo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso, violenza e
discriminazione sui tesserati, nonché per garantire la protezione dell’integrità fisica e morale degli
sportivi.
La nomina del Responsabile è comunicata al Safeguarding federale e adeguatamente resa pubblica
nell’ambito del rispettivo sodalizio (mediante immediata affissione presso la sede e pubblicazione
sulla rispettiva homepage, se nella disponibilità del sodalizio, del nominativo e dei contatti).
Il Responsabile safeguarding deve rispondere a requisiti di comprovata moralità, competenza, nonché
autonomia e indipendenza.
In particolare:
a) età non inferiore a 18 anni;
b) possesso diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consente l’accesso all’Università
o di titoli di studio superiori;
c) non aver riportato condanne penali passate in giudicato per reati non colposi a pene detentive
superiori ad un anno ovvero a pene che comportino l’interdizione dai pubblici uffici superiori ad un
anno.
Il Responsabile del Safeguarding deve:
- Vigilare sull’applicazione del presente modello
- Gestire con tempestività le eventuali segnalazioni ricevute
- partecipare ai seminari informativi organizzati dalle federazioni alla quale la Società è affiliata;
- operare in completa autonomia e discrezionalità rispetto alla struttura societaria ed avere libero e
pieno accesso alle strutture sportive per ispezioni anche a sorpresa;
- vigilare sulla corretta applicazione e formulare all’organo preposto le proposte di aggiornamento del
Modello e del Codice di Condotta, tenendo conto delle caratteristiche del sodalizio;
- rispettare gli obblighi di riservatezza di cui all’art. 12 del Regolamento per la prevenzione e il
contrasto ad abusi, violenze e discriminazioni sui Tesserati” della FIP.
Il Responsabile dura in carica 4 anni e può essere riconfermato.
In caso di cessazione del ruolo di Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, per dimissioni,
revoca o scadenza, la Società provvede entro 30 giorni alla nomina di un nuovo Responsabile
comunicando la nomina al Safeguarding federale.
Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni può recedere in ogni momento dall’incarico
con preavviso scritto di almeno 30 giorni, da comunicarsi alla Società con raccomandata A.R. e/o PEC.
La nomina di Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni può essere revocata ancora prima
della scadenza del termine per gravi irregolarità di gestione o di funzionamento, con provvedimento
motivato dell’organo preposto della Società. A titolo esemplificativo vengono considerate gravi
irregolarità di gestione o funzionamento l’accertamento di un grave inadempimento nello svolgimento
dei propri compiti, l’omessa comunicazione di un conflitto di interessi che impedisca il mantenimento
del ruolo di Responsabile e la violazione degli obblighi di riservatezza).
2.3 Prevenzione e gestione dei rischi
AL fine di prevenire contrastare ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione, la Società ha adottato le
seguenti policy:
2.3.1 Certificazioni
La Società, prima di assegnare un incarico di qualsiasi tipo, procederà all’acquisizione delle idonee
certificazioni rilasciate da parte delle autorità competenti, relative ai precedenti penali e carichi
pendenti rilevanti di tutti i soggetti dello staff a contatto con gli atleti (allenatori, tecnici, dipendenti,
medici e altri soggetti a contatto con gli atleti).
Tali certificazioni saranno rinnovate annualmente. L’indisponibilità dei certificati o l’impossibilità di
acquisirli risulta ostativa ai fini della instaurazione e/o prosecuzione del rapporto con la Società.
2.3.2 Regole di condotta
I tecnici e tutto lo staff, a contatto con gli atleti in gara e durante gli allenamenti, dovranno rigorosamente
attenersi a quanto previsto nel presente documento e improntare il proprio comportamento alle
seguenti buone pratiche:
a) riservare ad ogni Tesserato adeguata attenzione, impegno, rispetto e dignità;
b) prestare la dovuta attenzione ad eventuali situazioni di disagio, percepite o conosciute anche
indirettamente, con particolare attenzione a circostanze che riguardino minorenni, segnalando, in
tal caso e senza ritardo, la circostanza agli esercenti la responsabilità genitoriale;
c) programmare allenamenti adeguati nel rispetto dello sviluppo fisico, sportivo ed emotivo dell’atleta,
tenendo in considerazione anche interessi e bisogni dello stesso;
d) porre attenzione, in occasione delle trasferte in Italia e all’estero, a soluzioni logistiche (sistemazione
in hotel, spostamenti della squadra e in generale rapporti tra atleti e tecnici al di fuori
dell’allenamento e delle singole partite “fuori casa”) atte a prevenire situazioni di disagio e/o
comportamenti inappropriati. In caso di atleti minorenni, sono da adottare ancora maggiori cautele
e devono essere acquisite tutte le autorizzazioni scritte da parte di chi esercita la responsabilità
genitoriale sul minore;
e) durante le trasferte in Italia e all’estero, prevedere sistemazioni in hotel con attribuzione di camere
separate a tecnici e staff tecnico, anche medico, rispetto agli atleti. In caso di atleti minorenni, sono
da adottare ancora maggiori cautele e devono essere acquisite tutte le autorizzazioni scritte da parte
di chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore;
f) ottenere, in caso di atleti minorenni, l’autorizzazione scritta dagli esercenti la responsabilità
genitoriale qualora siano programmate sedute di allenamento singole e/o in orari in cui gli spazi
utilizzati per l’attività sportiva non siano usualmente frequentati;
g) prevenire, durante gli allenamenti collegiali, tutti i comportamenti e le condotte descritte al
precedente punto 5, con azioni di sensibilizzazione e controllo;
h) spiegare in modo chiaro ai fruitori dello spazio in cui si sta svolgendo l’attività sportiva, che gli
i) j) apprezzamenti, i commenti e le valutazioni che non siano strettamente inerenti alla prestazione
sportiva e compresi tra quelli indicati nel presente documento possono essere lesivi della dignità,
del decoro e della sensibilità della persona;
porre attenzione, in occasione delle visite mediche, a soluzioni e modalità di svolgimento atte a
prevenire situazioni di disagio e/o comportamenti inappropriati, preferendo, ove possibile,
l’esecuzione della visita alla presenza degli esercenti la responsabilità genitoriale;
prevedere spogliatoi separati tra tecnici ed atleti.
2.4 Procedura di segnalazione di abusi, violenze o discriminazioni
I soggetti di cui al punto 1.3 del presente documento e, in casi di minorenni, gli esercenti la
responsabilità genitoriale, possono presentare segnalazioni circostanziate di abusi, violenze e
discriminazioni, di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte.
I soggetti di cui al punto 1.3 del presente documento possono altresì essere i soggetti la cui condotta è
oggetto di Segnalazione.
2.4.1 Fattispecie oggetto di segnalazione
La segnalazione deve avere ad oggetto:
- una violazione del presente Modello, dei principi, delle regole e delle policy in esso previste;
- presunti abusi, violenze e discriminazioni.
2.4.2 Forma e contenuti minimi della Segnalazione
Obiettivo del presente documento è consentire ed incentivare l’utilizzo della Segnalazione, pertanto,
sono delineati gli elementi essenziali che devono essere contenuti nella Segnalazione medesima:
- una chiara descrizione dei fatti oggetto di Segnalazione, con indicazione (se conosciute) delle
circostanze di tempo e luogo in cui sono stati commessi/omessi i fatti (a titolo puramente
esemplificativo: contratto, transazione, luogo etc.);
- qualsiasi elemento (come la funzione/ruolo aziendale) che consenta un’agevole identificazione del/i
presunto/i autore/i del comportamento illecito o contrario al Modello.
Inoltre, il Segnalante dovrà indicare i seguenti ulteriori elementi:
- le proprie generalità;
- l’indicazione di eventuali altri soggetti che possono riferire sui fatti narrati;
- l’indicazione di eventuali documenti che possono confermare la fondatezza di tali fatti;
- ogni altra informazione che possa agevolare la raccolta di evidenze su quanto segnalato.
Il Segnalante potrà inoltre allegare eventuale documentazione utile a meglio circostanziare la
Segnalazione.
Sono consentite segnalazioni anche in forma anonima.
2.4.3 Esclusioni: le segnalazioni vietate
La Segnalazione non deve assumere toni ingiuriosi o contenere offese personali o giudizi morali volti ad
offendere o ledere l’onore e/o il decoro personale e/o professionale della persona o delle persone a cui
i fatti segnalati sono riferiti.
È vietato in particolare:
- il ricorso ad espressioni ingiuriose;
- l’invio di Segnalazioni false o con finalità puramente diffamatorie o calunniose;
- l’invio di Segnalazioni di natura discriminatoria, in quanto riferite ad orientamenti sessuali, religiosi
e politici o all’origine razziale o etnica del Soggetto Segnalato;
- l’invio di Segnalazioni effettuate con l’unico scopo di danneggiare il Soggetto Segnalato.
2.4.4 Canali di segnalazione
La Segnalazione, può essere effettuata attraverso i seguenti canali:
- casella di posta elettronica ordinaria (canale preferenziale): brunob37@libero.it riservata, in via
esclusiva, al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni della Società
- lettera riservata, inviata al Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni della APD E
CRUSERI AD SA PIR, via S.Quasimodo 28, San Pietro in Campiano Ravenna.
2.4.5 Confidenzialità e riservatezza
La Società garantisce la riservatezza della Segnalazione, dei contenuti della stessa, dell’identità del
Segnalante e del Segnalato, nonché della documentazione allegata all’atto della stessa o
successivamente raccolta od elaborata.
Pertanto, le suddette informazioni (ivi inclusa l’eventuale documentazione) non possono essere
rivelate a persone non direttamente coinvolte nel processo di gestione delle segnalazioni, di seguito
descritto.
Nel caso di una denuncia che coinvolga un minore come presunta vittima, i genitori o il tutore legale del
minore devono essere informati, a condizione che ciò non sia considerato un rischio per la sicurezza di
tale minore.
Tutti coloro che ricevono o sono coinvolti nella gestione delle Segnalazioni sono tenuti a tutelarne la
riservatezza.
2.4.6 Gestione delle segnalazioni
Il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni , ricevute le segnalazioni, effettua le seguenti
attività:
a) analizza il contenuto della segnalazione (e l’eventuale documentazione allegata) inviata dal
Segnalante ed effettuata una valutazione preliminare circa la sussistenza dei presupposti,
necessaria per avviare ulteriori approfondimenti. In particolare, la valutazione iniziale tiene conto
della presenza di un ragionevole presupposto di fondatezza/attendibilità, quanto meno rispetto alla
possibilità di poter pervenire a concrete verifiche circa i fatti segnalati, con esclusione dei casi in cui
la completa genericità delle segnalazioni non consente nemmeno di avviare una verifica
indirizzandola verso prospettive concrete. In quest’ultimo caso si determinano i presupposti per
l’archiviazione;
b) re-indirizza eventuali segnalazioni pervenute ma il cui contenuto non rientra nel perimetro indicato
al paragrafo 2.4.1, senza quindi compiere alcuna valutazione di merito preliminare; in caso di
segnalazione precisa e circostanziata valuta le azioni da compiere, coerentemente con gli strumenti
normativi e aziendali vigenti, al fine di stabilire la fondatezza o meno della segnalazione (es. richiede
approfondimenti, avvia un intervento di audit, etc.). In tale fase identifica le funzioni competenti,
definite caso per caso in relazione all’oggetto della segnalazione, da coinvolgere per lo svolgimento
delle ulteriori verifiche e conseguenti relative decisioni. In tali circostanze i soggetti coinvolti
nell’attività di istruttoria diventano anch’essi destinatari della presente policy e sono di
conseguenza chiamati al rispetto, tra gli altri, degli obblighi di riservatezza. In caso di violazioni da
parte di tali soggetti delle tutele contenute nella presente policy, la Società potrà applicare le misure
indicate nel sistema disciplinare.
c) informa il Segnalante non anonimo sugli sviluppi del procedimento, tenendo conto dell’obbligo della
confidenzialità delle informazioni ricevute.
Nel caso in cui il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni decida di non dare seguito alla
segnalazione, deve fornire al Segnalante per iscritto le motivazioni che conducono alla sua
archiviazione.
Se accerta la commissione di violazioni, il Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni
proporrà l’applicazione delle sanzioni previste dal seguente Modello al Consiglio di Amministrazione,
cui spetta la decisione finale sulla sanzione da applicare.
2.4.7 Archiviazione, conservazione e tracciabilità
Al fine di garantire la ricostruzione delle diverse fasi del processo, il Responsabile contro abusi,
violenze e discriminazioni deve assicurare:
- la tracciabilità delle segnalazioni e delle relative attività di ricezione, istruttoria e valutazione;
- la conservazione della documentazione inerente alle segnalazioni e le relative attività di verifica
nonché gli eventuali provvedimenti decisionali adottati dalle funzioni competenti;
- la conservazione della documentazione e delle segnalazioni per un periodo di tempo non superiore
a quello necessario agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati.
Le attività di cui sopra vengono gestite in conformità alla vigente normativa in materia di protezione dei
dati personali e in aderenza ai regolamenti interni in materia.
2.4.8 Comportamenti sanzionabili e provvedimenti disciplinari
A titolo esemplificativo e non esaustivo, i comportamenti sanzionabili possono essere ricondotti a:
a) violazione delle disposizioni di cui al presente Modello e della documentazione che ne costituisce
parte integrante;
b) violazione degli obblighi di informazione nei confronti della Società;
c) effettuazione con dolo o colpa grave di Segnalazioni che si rivelano manifestamente infondate;
d) atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati,
direttamente o indirettamente, alla Segnalazione.
Nei confronti dei collaboratori retribuiti, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono
essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:
- richiamo verbale e ammonizione scritta per mancanze lievi;
- multa in misura non eccedente l’importo di 5 ore di retribuzione;
- sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di giorni 15;
- risoluzione del contratto e, in caso di collaboratore socio della Società, radiazione dello stesso.
Nei confronti dei volontari della Società, possono essere comminate le seguenti sanzioni, che devono
essere commisurate alla natura e gravità della violazione commessa:
- richiamo verbale e ammonizione scritta per mancanze lievi; allontanamento dalle strutture di
- allenamento e gara per un periodo non superiore a 15 giorni;
- allontanamento dalle strutture di allenamento e gara per un periodo non superiore a 1 anno;
- recesso del rapporto di volontariato e, in caso di volontario socio della Società, radiazione dello
stesso.
In ogni caso, le sanzioni devono rispettare il principio di proporzionalità, tenendo in particolare
considerazione la natura e la gravità delle violazioni, il numero di violazioni ovvero qualsiasi altra
circostanza rilevante (quali la minore età, le condizioni o menomazioni psico-fisiche della vittima),
ferme restando le procedure e le sanzioni previste dall’ordinamento della FIP.
2.5 Obblighi informativi e altre misure
Con riferimento alle misure previste dal presente Modello, al fine di garantire la diffusione e la
pubblicizzazione delle politiche di safeguarding e la trasmissione delle informazioni, nel rispetto degli
obblighi di riservatezza, la Società è tenuta al rispetto dei seguenti obblighi:
a) affiggere presso la sede della Società e pubblicare sulla rispettiva homepage il Modello nonché il
nominativo ed i contatti del Responsabile;
b) pubblicare la notizia dell’adozione del Modello e dei relativi aggiornamenti presso la sede della
Società e sulla rispettiva homepage;
c) comunicare l’adozione del Modello e dei relativi aggiornamenti al Responsabile e al Responsabile
federale delle politiche di safeguarding;
d) al momento del tesseramento, informare il tesserato o eventualmente coloro che esercitano la
responsabilità genitoriale o i soggetti cui è affidata la cura degli atleti, del Modello nonché del
nominativo e dei contatti del Responsabile;
e) comunicare ogni informazione rilevante al Responsabile, al Responsabile federale delle politiche
di safeguarding nonché all’Ufficio della Procura federale ove competente;
f) adottare misure per la diffusione e la pubblicizzazione periodica presso i tesserati delle procedure
per la segnalazione di eventuali comportamenti lesivi;
g) adottare adeguate misure per la diffusione o l’accesso a materiali informativi finalizzati alla
prevenzione e contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione nonché alla
consapevolezza dei tesserati in ordine a propri diritti, obblighi e tutele;
h) adottare adeguate misure per la diffusione o l’accesso a materiali informativi finalizzati alla
sensibilizzazione e alla prevenzione dei disturbi alimentari negli sportivi;
i) adottare un’adeguata informativa ai tesserati o eventualmente a coloro che esercitano la
responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti, con riferimento alle
specifiche misure adottate per la prevenzione e contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e
discriminazione in occasione di manifestazioni sportive;
) adottare adeguate misure per la diffusione e pubblicizzazione presso i tesserati di ogni altra politica
di safeguarding adottata dalla FIP nonché dalla Società;organizzare programmi di formazione volti a
far conoscere ai propri tesserati i principi fondamentali da rispettare e le politiche di prevenzione
adottate anche in conformità a quanto indicato nei Principi fondamentali per la prevenzione e il
contrasto dei fenomeni di abuso violenza e discriminazione emanati dall’Osservatorio Permanente
Coni per le politiche di safeguarding. Di tale formazione verrà data prova tramite attestati di
partecipazione almeno semestrali.
3. Codice di condotta
3.1 Doveri e obblighi dei Tesserati
Il presente Modello stabilisce i seguenti doveri e obblighi a carico di tutti i tesserati:
a) comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello svolgimento di ogni attività connessa o
collegata all’ambito sportivo e tenere una condotta improntate al rispetto nei confronti degli altri
tesserati;
b) astenersi dall’utilizzo di un linguaggio, anche corporeo, inappropriato o allusivo, anche in situazioni
ludiche, per gioco o per scherzo;
c) garantire la sicurezza e la salute degli altri tesserati, impegnandosi a creare e a mantenere un
ambiente sano, sicuro e inclusivo;
d) impegnarsi nell’educazione e nella formazione della pratica sportiva sana, supportando gli altri
tesserati nei percorsi educativi e formativi;
e) impegnarsi a creare, mantenere e promuovere un equilibrio sano tra ambito personale e sportivo,
valorizzando anche i profili ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;
f) instaurare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o i
soggetti cui è affidata la cura degli atleti ovvero loro delegati;
g) prevenire e disincentivare dispute, contrasti e dissidi anche mediante l’utilizzo di una
comunicazione sana, efficace e costruttiva;
h) affrontare in modo proattivo comportamenti offensivi, manipolativi, minacciosi o aggressivi;
i) collaborare con gli altri tesserati nella prevenzione, nel contrasto e nella repressione di abusi,
violenze e discriminazioni (individuali o collettivi);
j) segnalare senza indugio al Responsabile situazioni, anche potenziali, che espongano sé o altri a
pregiudizio, pericolo, timore o disagio.