Settembre/Ottobre
Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle persone che rendono speciale il Cruseri.
Dopo aver conosciuto allenatori e istruttori, questa volta ci fermiamo a parlare con una figura che rappresenta la memoria storica della società, ma anche il suo presente: il vicepresidente Ermenegildo Andrini.
Tra ricordi di campo, cambiamenti dello sport nel tempo e uno sguardo rivolto al futuro, abbiamo raccolto le sue parole per capire cosa significhi davvero appartenere a questa realtà da oltre cinquant’anni.
Quando venne costituita la polisportiva io frequentavo il liceo e per un problema di salute che ha segnato tutta la mia adolescenza non potevo praticare alcuna attività sportiva, ragion per cui di fatto ero solo uno spettatore, in ciò coinvolto da mio babbo che in quegli anni svolse un ruolo attivo all’interno della polisportiva, sia curandone gli aspetti amministrativi, sia dedicandosi all’attività cicloturistica.
Oggi il ciclismo è una pratica diffusissima, ma all’inizio degli anni 70 la bicicletta non la usava più nessuno e mio babbo, in gioventù appassionato sportivo del Pedale Ravennate, aveva ripreso ad utilizzare una bici da corsa, nel disperato, quanto inutile, tentativo di controllare il suo peso.
Pur essendo fallito il suo tentativo di controllare il proprio peso, gli va, comunque, riconosciuto il merito di aver avvicinato alla bicicletta tanti ragazzi che accompagnava quotidianamente in percorsi cicloturistici, riuscendo a creare un gruppo particolarmente nutrito, tanto più se rapportato alla dimensione ridotta degli abitanti di San Pierino.
Ad ogni buon conto, negli anni dell’esordio l’attività della polisportiva era concentrata sul cicloturismo e sul calcio, due attività che ebbero il merito di creare una coesione tra i paesani che fino ad allora non si era mai vista.
Per regola di vita non rimpiango mai il passato e sono sempre concentrato sul futuro, ponendomi sempre obiettivi a lunga scadenza, che ritengo sia una ricetta valida per allungarsi al vita.
Pertanto, del passato non mi manca niente, ma la mia memoria va sempre agli anni dell’infanzia trascorsi nel campetto accanto alla chiesa, inseguendo un pallone di cuoio che probabilmente i soldati anglo-americani avevano lasciato in paese: un pallone che il tempo e il sole avevano reso coriaceo e ormai privo della sua originarie forma sferica, ma che per noi bambini ha rappresentate forse l’unica autentica forma di svago per anni.
Non so quanto possa essere rilevante ciò che posso offrire in qualità di avvocato.
La nostra polisportiva, però, beneficia dell’impegno di tutti: dal Presidente al Comitato Direttivo, dallo staff a chiunque si renda disponibile come volontario. Al di là del ruolo che posso avere, la mia vicinanza alla polisportiva resterà sempre viva.
Da ragazzo, come tutti i ragazzi della mia generazione, durante le pause scolastiche, ho lavorato in riviera e mi capitò di lavorare come barman per alcune estati.
Quel lavoro mi è sempre piaciuto e mi pare di aver sempre avuto un talento innato, talento che non ho mai perso nel corso degli anni.
Il lavoro ha sempre assorbito gran parte del mio tempo, al punto che ho sempre anteposto il lavoro alla famiglia e ai mie affetti: una circostanza di cui non vado orgoglioso, ma, purtroppo, è la realtà.
Il poco tempo che non dedico al lavoro, lo dedico a camminate, in quanto dal 2018 mi sono imposto di camminare ogni giorno per almeno 10 chilometri.
Camminare da solo o, meglio, in compagnia del cane che da più di tre anni sta con me è ormai una costante di vita alla quale non potrei rinunciare.
Unica passione, peraltro, riaccesasi pochi mesi fa, che mi concedo è l’ascolto di vinili che ho riesumato dopo i diversi traslochi e che sto ampliando alla media di un vinile alla settimana.
Ho installato una stereo in Studio e uno a casa a Rimini dove posso ascoltare tutti gli ormai classici dagli anni settanta ai primi anni del 2000.
A proposito di classici, quest’anno ricorre il trentesimo anniversario dell’uscita del film “Trainspotting”, la cui colonna sonora, album doppio, è costituita solo da pezzi meravigliosi, alcuni dei quali ormai riconosciuti come capolavori assoluti.