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CAMILLA SUPRANI

Conosciamo meglio chi si prende cura dei nostri più piccoli!

Camilla, ci racconti quando e come è nata la tua passione per il mondo del basket e dell’attività motoria con i più piccoli?
Ho iniziato a giocare a basket quando ero piccola, frequentavo la scuola elementare. Dopo aver praticato altri sport mi sono avvicinata a questo mondo grazie ad un amico che giocava nel Cruseri. Se inizialmente faticavo a immaginarmi sul campo, col tempo ho sentito .....continua.

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apdcruseri@gmail.com

Intervista

CAMILLA SUPRANI

Conosciamo meglio chi si prende cura dei nostri più piccoli!
Introduzione personale e percorso
1. Camilla, ci racconti quando e come è nata la tua passione per il mondo del basket e dell’attività motoria con i più piccoli?
Ho iniziato a giocare a basket quando ero piccola, frequentavo la scuola elementare. Dopo aver praticato altri sport mi sono avvicinata a questo mondo grazie ad un amico che giocava nel Cruseri. Se inizialmente faticavo a immaginarmi sul campo, col tempo ho sentito questo sport sempre più mio, fino a farlo diventare parte della mia vita per molti anni. La passione per l’attività motoria con i più piccoli è nata proprio iniziando a collaborare con il Cruseri. Questa esperienza mi permette di unire il mondo del basket ad un altro per me molto importante e che sto sviluppando anche a livello professionale: quello dell’educazione.
2. Com’è stato il tuo percorso formativo prima di arrivare a collaborare con il Cruseri?
Un paio d’anni dopo il diploma ho intrapreso il percorso universitario in Educatore sociale e culturale. Durante questo periodo ho fatto anche esperienze lavorative in contesti ricreativi estivi, in linea con il mio interesse e la mia passione per l’ambito educativo.
3. Come sei entrata in contatto con il Cruseri? Cosa ti ha colpito fin dall’inizio di questa società?
Come accennato in precedenza, il mio primo contatto con il Cruseri è avvenuto da bambina grazie ad un amico che già giocava nella società. Antonio è stato il mio primo allenatore e ricordo quel periodo con grande affetto e divertimento, soprattutto per le amicizie nate tra noi bambine e bambini, ma anche per il legame che si era creato tra le famiglie.
Dopo diversi anni, ho avuto l’opportunità di rientrare in contatto con il Cruseri grazie alla proposta di Antonio di allenare i Pulcini. Questo mi permette di vivere la società da un punto di vista diverso e sono felice di farne parte, anche per ciò che ha rappresentato per me durante l’infanzia.

Approccio educativo e filosofia di lavoro
4. Quando incontri i bambini e le bambine dei gruppi più piccoli, quali sono i principi educativi e motori che ti prefiggi di trasmettere?
A livello educativo i principi per me fondamentali in questa fascia d’età riguardano sicuramente la centralità della persona, con i suoi tempi, bisogni e caratteristiche e l’importanza di un’educazione “globale” che comprenda corpo, mente, emozioni e relazioni sociali. A livello motorio, ciò che cerco di trasmettere riguarda lo sviluppo ampio e vario di capacità motorie di base, la gradualità delle attività dal semplice al complesso e la possibilità di poter trasferire abilità nel campo più specifico del basket, senza ovviamente entrare in tecnicismi e mantenendo un ambiente di gioco e divertimento.
5. Divertimento a parte, quali sono gli aspetti di psico-motricità che ritieni più importanti da curare in questa fascia d’età?
Collegando un po’ i principi precedenti, per me gli aspetti di psico-motricità importanti in questa fascia d’età comprendono la presa di coscienza del proprio corpo, anche in movimento, la coordinazione, l’orientamento, il comprendere il tempo, sempre accompagnati dagli aspetti emotivi e relazionali, fondamentali per me, per poter esprimere emozioni, comunicare e costruire autostima.
6. Qual è la cosa che ti dà più soddisfazione quando vedi un bambino o una bambina migliorare nel tuo gruppo?
Il miglioramento che ritengo più importante e che mi da più soddisfazione riguarda quello che bambini e bambine notano per sé stessi, quando sono contenti/e di essere riusciti in qualcosa di più complesso, quando si divertono e li vedo coinvolti.

Relazione con i gruppi, aneddoti e valori
7. C’è un episodio o un momento particolare con i tuoi piccoli atleti che ti ha fatto sorridere o emozionare?
Mi è capitato e mi capita spesso di sorridere con i Pulcini. Un esempio, prima di iniziare allenamento mi piace chiedere loro se han voglia di raccontarmi qualcosa, di qualsiasi tipo, e mi coinvolge molto ascoltarli.
8. Quali valori cerchi di trasmettere attraverso il gioco e l’attività motoria e perché sono importanti secondo te?
Sicuramente il rispetto nei confronti dei compagni e delle compagne, delle regole, saper collaborare, aiutarsi, saper comprendere e accettare l’errore, la fiducia in sé stessi e gestire le proprie emozioni. Sono importanti perché insieme contribuiscono alla crescita della persona, a prescindere dal campo da basket.
9. Come descriveresti il “clima” che cerchi di creare negli allenamenti con i bimbi e le bimbe?
Oltre al divertimento, cerco di mantenere un clima di rispetto, sia delle regole che dei compagni e delle compagne.

Esperienza al Cruseri e relazione con lo staff
10. In questi anni di collaborazione con il Cruseri, quali sono secondo te i punti di forza della nostra società rispetto ad altre realtà?
Non conoscendo da vicino altre realtà fatico a fare paragoni da questo punto di vista. Sicuramente, per la mia esperienza personale, il Cruseri ha il punto a favore di rappresentare un ambiente familiare.

11. Com’è il rapporto con gli altri allenatori e con lo staff? Ci sono momenti di confronto o di crescita condivisa?
Ho un buon rapporto con gli altri allenatori. Con Simona ho sicuramente maggiore possibilità di confrontarmi e lavorare con lei e la sua esperienza mi ha permesso di crescere e migliorare nell’educazione motoria. Solitamente incontro Gaia e Giovanni alla fine del nostro allenamento e se ci sono cose di cui parlare lo facciamo tranquillamente. Gabriele è disponibile a dare una mano in caso di necessità. Antonio, anche se non lo vedo spesso, è sempre presente e disponibile. Mi interfaccio spesso anche con la segreteria, anche lei disponibile, per le questioni burocratiche.
12. Cosa ti piace di più del lavorare con i bambini/e “Crus”? Ci sono aspetti che ti hanno sorpresa o che non ti aspettavi?
Ciò che mi piace di più è l’idea di poter rappresentare un punto di riferimento per la loro crescita anche solo per quelle poche ore a settimana, e che possano avere ricordi positivi di questi momenti da mantenere nel loro futuro. Come è successo a me.
Sapevo che lavorare con bambini e bambine mi sarebbe piaciuto, non mi aspettavo che si sarebbe creato un gruppo così unito e bello!

Fuori dalla palestra e progetti futuri
13. Quando non sei in palestra con i tuoi gruppi, come ti piace trascorrere il tempo libero o cosa fai nei tuoi studi/lavoro?
Sto per laurearmi, al momento lavoro come educatrice scolastica e nel mio tempo libero mi piace uscire con le persone a cui voglio bene, dipingere, mi alleno, qualche volta gioco a tennis e vado a vedere le partite di basket dei miei amici e delle mie amiche.