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AMATEURS in NBA: SIAMO ALLE FINALS!

Ecco la bella news di Franz Pezzi: CRUSERI ALLE FINALS!

E va bene. Ci scusiamo. Lo ammettiamo: non l’abbiamo fatto apposta, la situazione ci è scappata di mano. Sentiamo le critiche, le voci di corridoio, le accuse che volano sotto traccia e ogni tanto affiorano. Ma come, gli amatori che prendono d’assalto l’NBA e fanno pure strada nei playoff fino alla finale di conference nel brutale Ovest? Dev’esserci qualcosa sotto...i risultati devono essere truccati, dev’esserci sotto un giro di tacchette e telefonate da fare impallidire calciopoli! Che calunnie perfide e della peggior specie. Succede sempre così quando una squadra diventa troppo forte: da beniamini di tutti a nemici pubblici numero uno, da squadra per cui non si può non tifare a squadra contro cui non si può non tifare, da icone da incensare a capri espiatori da infangare. Sappiamo che questa è la sorte che tocca a quelli come noi, ma mai ci saremmo aspettati di dovere affrontare questo trattamento ancora prima di avere la possibilità di alzare il Larry O’Brien trophy, addirittura ancora prima di potercelo giocare!

Probabilmente doveva essere così, abbiamo colto di sorpresa tutti e abbiamo mostrato al mondo quello che tutti sapevano, ma fingevano di non vedere: in NBA non si difende. È stato come un ritornello nelle conferenze stampa dei nostri lungo la stagione. Brunelli in particolare, noto non-difensore, è stato uno dei principali portavoce della causa. Farolf e Rido durante la stagione più volte hanno chiesto cambio a coach Filippone, scoraggiati e depressi dalla mancanza di fisicità del gioco NBA che non dava loro nessuno stimolo. Giambo e il Gabro sono stati definiti da numerosi opinionisti giocatori d’altri tempi, due mastini instancabili che negli anni 90 probabilmente avrebbero fatto incetta di minuti e raccolto qua e là un paio di Defensive Player of the Year, ma che la NBA di oggi non è più in grado di esaltare come meriterebbero e come il CSI riesce a fare. E se i nostri difensori non sono valorizzati come si dovrebbe, i “difensori” delle altre squadre contro di noi raramente hanno fatto delle grandi figure. Non abbiamo nessun All-Star in squadra, ma com’è che nessuno riesce veramente a fermarci? Insomma, nessuno lo diceva e ci volevano gli #amateurs per dirlo: IL RE È NUDO!

Una volta che l’hai detto, non resta che continuare a dirlo...pronti, partenza, via e TAAAAC: +33 in gara 1 di finale di conference contro i Golden State Warriors vogliosi di riprenders la NBA dopo un paio d’anni di pausa dai piani alti. Adamache (1.61 m s.l.m.) fa 24 punti in 17 minuti, Casali ne fa 23, Casadio fa doppia doppia e il fattore campo è subito ribaltato. Finisce 132-99.
In gara 2 prendiamo il largo nel secondo tempo, la chiudiamo a 151-127 con quattro giocatori oltre quota 20 e andiamo a giocare le prossime due al PalaCruseri tutti baldanzosi e con la fiducia di chi ha appena fermato una coppia Thompson-Curry stratosferica da 82 punti e 22 triple segnate.
I Warriors si presentano col coltello tra i denti guidati da un Curry indiavolato, che ne mette 40 (dieci triple a bersaglio) e smazza 18 assist. Dei nostri si fanno trovare pronti solo Casadio, Casali, Brunelli e un redivivo Dellaluce, ma non basta e perdiamo 131-123.
Gara 4 è, ahimè, storia simile: un Curry più umano tiene banco, Thompson fa il suo e il rookie Wiseman dà man forte agli splash brothers e il nostro attacco bilanciatissimo (ben sei giocatori in doppia cifra) non basta a impedire ai Warriors di riprendersi il fattore campo. Partita incolore per il rookie dell’anno Stefano Casadio, che avrebbe forse fatto la differenza. Perdiamo di sette punti.


In gara 5 siamo di nuovo al PalaCruseri, ed è un altro sforzo bilanciato di tutta la squadra a permetterci di portarci sul 3-2. Farolfi in modalità scorer ne fa 18 portando a scuola Draymond Green per tredici lunghissimi minuti. La squadra parte presto alla volta di San Francisco, l’aria è tesa, la squadra è in missione.

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AMATEURS in NBA: Secondo turno Play Off

Si è fatto desiderare...ecco il report di Franz Pezzi sul secondo turno Playoff.

Non ci sono tante parole da spendere...un po’ perché se siete dei nostri follower di Instagram sapete già com’è andata a finire, un po’ perché il risultato della semifinale di conference giocata contro i Denver Nuggets è eloquente!

Affrontavamo con gambe fresche una squadra che in una serie lunga sette partite (because Denver Nuggets) aveva appena rifilato a LeBron James la prima eliminazione in carriera al primo turno dei play-off, e sebbene la classifica ci desse come favoriti, non eravamo proprio proprio tranquilli. Nikola Jokic è una macchina da triple doppie e può far male in tanti modi, e se non fosse per quel piccolo difetto che ha di passare bene la palla, forse sarebbe il lungo NBA più #amateurs di tutti dato che non si ha memoria dell’ultima volta in cui ha staccato i piedi da terra. Jamal Murray ai playoff sale spesso di colpi e distrarsi può essere pericoloso: se ha la mano calda ci mette un attimo a fare 50 punti, poi conoscendo le tendenze difensive dei nostri...si salvi chi può! Il supporting cast poi è di tutto rispetto, con un mix interessante di veterani e di gioventù.

Come ben sappiamo tutti, però, nulla di tutto ciò è bastato a fermare la corazzata Potëmkin, ehm volevo dire Cruseri. Sì, sì, ok, le due stelle hanno messo insieme numeri interessanti (22.3 punti, 12.3 rimbalzi, 8.5 assist per Jokic e 25.3 punti con 5 assist per Murray), ma al di là di una gara 1 senza storia e vinta comodamente dai nostri che hanno preso il largo nel secondo tempo, quand’è contato il Cruseri ha sempre tenuto botta o fatto il guizzo necessario per avere la meglio nell’ultimo quarto. Il risultato? Un 4-0 figlio di prove di spessore da parte di tutta la squadra, che è ancora percepita dai tifosi meno attenti come un’anomalia della storia, una ciurmaglia di scappati di casa che si trova in finale di conference per una serie di circostanze non ben chiarite e una dose considerevole di fattore C, ovvero Casadio senza infortuni per tutta la regular season...quindi il culo. Al termine di gara 4 da 28 punti in 28 minuti con 10/13 al tiro, un euforico Brunelli in preda al senso di onnipotenza ha condiviso la sua opinione in conferenza stampa: "l'NBA...è una cagata pazzesca!".

Scappati di casa o no, siamo in America e ci giocheremo la prossima serie contro Golden State per l’accesso alle Finali NBA. I Warriors si aspettavano di incontrare ancora una volta LeBron sulla loro strada, ma nemmeno nei loro incubi peggiori avrebbero immaginato di dover affrontare noi. Che la sfida abbia inizio!

NBA: where #amateurs happens

TABELLINI

AMATEURS in NBA: Primo turno Play Off

Beccatevi Franz qui sotto!

AVVERTENZA: l’articolo originariamente concepito per questa settimana era molto colorito, ma è stato scartato per non giocare con i sentimenti di Matteo Adamache, che in quanto tifoso sfegatato dei Los Angeles Clippers è stato escluso da coach Filo Benz senza passare nemmeno per il voto popolare. Il presente articolo potrebbe non contenere riferimenti canzonatori nei confronti della squadra già menzionata: per questo ci scusiamo in anticipo.

Primo turno: Cruseri (54-28) vs Clippers (44-38)

Finalmente siamo arrivati alle partite che contano! I biancoblù non si fanno trovare per nulla impreparati contro una squadra costruita due estati fa solo per puntare al titolo. Per i Clippers una regular season sotto le aspettative può essere un ostacolo significativo in quanto implica necessariamente dover affrontare le squadre più quotate fin da subito ai playoff, quindi un cammino sulla carta più difficile, ma la storia presenta alcuni precedenti di squadre che “ce l’hanno fatta”: i Rockets di Olajuwon del 1995 (sesti a Ovest e poi titolo NBA) e i Knicks versione 1999 (ottavi a Est, poi finali perse, ma chissà come sarebbe andata se Patrick Ewing non si fosse rotto a metà playoffs...). Che Kawhi Leonard e Paul George siano giocatori della stessa caratura di Olajuwon e Ewing è una questione che solo la storia potrà decidere. Che i Los Angeles Clippers così costruiti siano squadra tale da, prima o poi, vincere il titolo, anche questo non ci è dato saperlo. Che il Cruseri, però, sia un avversario formidabile, capace al bisogno di schiacciare chiunque si trovi sulla sua strada, questo sì invece che è palese, come è stato palese fin da subito che il cammino dei Clippers in questi playoff sarebbe stato molto breve.

Nella prima serie di playoff NBA della nostra storia, siamo riusciti a sbaragliare una franchigia in una stagione chiave per il ciclo che sta attraversando. Senza tanti preamboli, abbiamo vinto gara 1 con un comodo +15 grazie a prestazioni maiuscole di Casali e Brunelli (i nostri migliori realizzatori nella serie), gara 2 con uno storico +78, per poi volare a Los Angeles e vincere di 34 gara 3. Troppo facile? Troppo facile. Per gara 4 ci siamo rilassati un po' troppo e abbiamo concesso ai Clippers il punto della bandiera, perdendo una partita che avremmo dovuto agguantare. Poco male però, perché abbiamo chiuso la contesa in gara 5, la partita più tirata della serie (+9) dietro ai canestri di un Ray Alben che è andato in crescendo nel corso delle partite facendo esattamente quel che il coach si aspetta da lui: entrare dalla panchina, fare canestro e nient'altro, prendere un rimbalzo ogni tanto proprio se gli cade in mano (1.6 di media nella serie). Lavoro eseguito alla perfezione.

Bene tutti, anche se le prestazioni realizzative di alcuni interpreti sono state al di sotto di quelle a cui ci siamo abituati in regular season, probabilmente a causa dei due mastini difensivi avversari, George e Leonard, che sebbene abbiano fatto il loro in difesa, in attacco non hanno brillato e si sono trovati a guidare una squadra poco ispirata. Guidati da un coach campione NBA, uscire al primo turno dopo una regular season così-così non promette benissimo per tutti e in casa Clippers qualche scossone potrebbe essere d'obbligo.

Ma gli altri?

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NBA 2k21: Arrivano i playoff

Franz Pezzi tutto per voi:

Ok amici, si è chiusa la regular season, per una volta senza intoppi fuori dal campo. Il coach ha deciso di mescolare i minuti nel roster, per mantenere più fresche possibile le gambe di tutti. Qualche vittoria e una sconfitta di troppo ci fanno scivolare di una posizione nella classifica della Western Conference, alle spalle dei Lakers che, pur forti del nostro stesso record (54-28) ci soffiano il secondo posto per via di tie breaker e menate varie.

Per via di questa mini scivolata, dovremo affrontare i Los Angeles Clippers al primo turno, un avversario temibile e da non sottovalutare, con un roster strapieno di talento che in questa regular season non ha evidentemente espresso il suo basket migliore. Si tratta di un matchup che non dovrebbe preoccuparci più di tanto, ma alcuni fattori ci costringono a tenere la guardia molto alta: in primo luogo non siamo stati brillantissimi di recente a causa dei tanti imprevisti che si sono accumulati durante la stagione, in secondo luogo il nostro mastro grafico e simulatore di partite, nonché giocatore, Matteo Adamache (facciamo nomi e cognomi!) è noto per essere l’unico tifoso dei Los Angeles Clippers nel raggio di 120 km da San Pietro in Vincoli.

Non è chiaro se la cosa potrebbe generare dei conflitti di interessi tali da intaccare il suo minutaggio, ma coach Filo sta valutando numerose ipotesi insieme al suo staff, composto da sé stesso, sé stesso e sé stesso.

 

NBA2k21 fine regular season


A proposito di coach Filo, parliamo un po’ di premi e riconoscimenti, perché il Cruseri ha fatto incetta, in barba alle previsioni di giornalisti e opinionisti, che a inizio stagione non ci consideravano neanche.

Partiamo da Filo, che ha portato a casa il premio di Coach of the Year: è il primo capo allenatore italiano di sempre su una panchina NBA, quindi è anche il primo italiano a vincere il premio ed è il primo allenatore a vincere il premio alla guida di una squadra composta da soli rookie. Congratulazioni coach!

Proseguiamo con i giocatori, perché una squadra così non può che avere interpreti di altissimo livello. Siamo fieri di annunciare che il Rookie of the Year è dei nostri! Alla faccia di LaMelo, alla faccia di James Wiseman e Anthony Edwards, dai bassifondi delle Ville Unite un uomo ha fatto più rumore di tutti: Stefano Casadio ha portato a casa l’ambito riconoscimento a suon di prestazioni maiuscole, anche se un po’ in flessione nell’ultimo mesetto. Nessuna matricola meglio di lui: 15.3 punti, 7.4 rimbalzi, 3.1 assist, 1.0 stoppate e un lussuoso 53% dal campo, 40% da 3 e 83% ai tiri liberi.

Dietro di lui a ruota Francesco Casali, secondo Cruser a venire inserito nel primo quintetto delle matricole, mentre ben tre dei nostri si sono guadagnati un posto nel secondo quintetto matricole: Riccardo Bernardi, Andrea Pinza e Federico Brunelli. Bravi tutti!

Fu vera gloria? Ai Playoff l’ardua sentenza.

NBA: where #amateurs happens

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AMATEURS in NBA: Report 8 settimana!

Franz Pezzi sul fil di sirena....

Tra una peripezia e l’altra, siamo finalmente arrivati a vedere la fine della regular season, ma che fatica la vita da squadra fortissima! Dall’ultima puntata siamo riusciti a fare un paio di cose non scontate: sbaragliare sul parquet i temibilissimi Monstars, riconquistare il talento di cinque dei nostri, conquistare la certezza matematica che sì, faremo i playoff, e tra le altre cose continuare a macinare vittorie a un ritmo rispettabile.

Giustizia è fatta

Come in ogni storia che si rispetti, il cattivo ha avuto la peggio: i Monstars non hanno saputo mantenere il vantaggio che avevano costruito e mantenuto fino ai minuti finali della Partita delle Partite, arbitrata nientemeno che da Matteo “Cricca” Manca. Tra schiacciate improbabili, morose arrabbiate perché si giocava di domenica anziché di mercoledì e capitani imbottigliati nel traffico, la contesa che rischiava di essere a senso unico si è risolta con un canestro sulla sirena. Coach Filippone infatti ha disegnato un’azione su rimessa in attacco per sé, è entrato in campo, freddo, a cinque secondi dalla fine, caricandosi sulle spalle il futuro cestistico di cinque dei suoi giocatori, il futuro della NBA e forse della pallacanestro stessa, e senza battere ciglio ha messo dentro la tripla più pesante di tutti i tempi. Ice in his veins! Nel dopo partita, ai microfoni di ESPN ha rilasciato la seguente dichiarazione riferita alla sua carriera americana, liberamente tratta da un discorso di Michael Jordan, colui che lo aveva preceduto nel battere i Monstars con un canestro decisivo:

„Nella mia vita ho sbagliato zero tiri, ho perso zero partite, una volta i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho messo. Ho fallito zero volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.“

Pelle d’oca.

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AMATEURS in NBA: Report 7 settimana!

Eccolo...si è fatto desiderare ma Franz Pezzi è qua!

 

Forse gli alieni siamo noi! SIAMO FORTISSIMI.

Lo so, farsi trascinare troppo dall’entusiasmo o dallo sconforto quando le cose vanno rispettivamente bene o male non è mai una buona idea e normalmente è meglio tenere i piedi per terra...ma questa non è una situazione normale! Siamo verso la volata finale prima dei playoff NBA e in una stagione di Amateurs 2K21, ci sembra di averne giocate già dieci, tra sparizioni, scioperi, intrighi di spogliatoio e minacce interplanetarie. Il fatto di essere in gran forma è ancora più eclatante e motivo di doverosa celebrazione.

Tanto per cambiare stiamo ancora giocando a organico ridotto: a causa del prolungarsi della permanenza nel protocollo SPACEJAM dei Ravaioli brothers e di Adamache, Dellaluce e Farolfi, nelle ultime quindici partite coach Filippone non ha mai potuto schierare più di dieci giocatori. Il risultato? 11-4 con una striscia aperta di 7 vittorie consecutive. Ma c’è molto altro...

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AMATEURS in NBA: Report 6 settimana!

Franz Pezzi ed il consueto contributo domenicale (Che siate "complottisti o meno...fareste bene a leggere tutto l'articolo!)

 

Quando vinci tanto ogni sconfitta sembra la fine del mondo, quando invece perdi sempre, qualsiasi vittoria dà ossigeno ed è motivo di festeggiamenti. È tutta questione di prospettiva, e lo stiamo scoprendo con l’avanzare di una stagione a due facce, che nell’ultimo periodo ci ha visto vestire panni più simili a quelli che ci aspettavamo a inizio stagione.

Macinare sconfitte su sconfitte non fa piacere a nessuno, ma quando a queste si alternano vittorie soddisfacenti che mostrano il possibile ritorno di un barlume di chimica di squadra, allora ogni tanto c’è un motivo per sorridere. Delle ultime dieci partite ne abbiamo vinte cinque, vedendo tanti interpreti eccellere e guidare la truppa: Casali, Brunelli, Bernardi, un Pinza in striscia positiva e dalla panchina un rinato Capitan Berti stanno tenendo in piedi le speranze di playoff dei nostri, ma non vanno sottovalutate nemmeno le prestazioni degli altri. Infatti in questo frangente è fondamentale il contributo di tutti, viste le rotazioni – nuovamente! – ridotte con cui coach Filo è costretto ad operare. Ma cosa sta succedendo?

Alieni?

No, non noi, anche se siamo fortissimi. E a dire il vero non sappiamo bene ancora neanche chi incolpare, fatto sta che cinque Crusers (i Ravaioli brothers, Adamache, Dellaluce e Farolfi) sono impossibilitati a scendere in campo per manifesta incapacità cestistica: scarpe invertite, difficoltà a centrare la bocca mentre si beve dalla borraccia, autocanestri e rullate al campetto prese da delle ragazzine sono solo alcuni degli episodi preoccupanti che hanno visto protagonisti questi cinque. Se ai più attenti di voi questa storia suona familiare, niente paura: non siete soli, anche alla NBA infatti si sono subito attivati per far fare degli esami medici speciali ai cinque malcapitati. Il responso? Sostanze aliene nel sangue e talento rubato, proprio come temeva Adam Silver, commissioner della NBA. La reazione immediata e necessaria è stata quella di inserire i giocatori “sintomatici” nel protocollo SPACEJAM, sperando che i ladri di talento non siano quelli che in molti conoscono per fama, e giustamente temono.

Teorie del complotto

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AMATEURS in NBA: Report 5 settimana!

Dal Pianeta a Stelle e Strisce...MA ANCHE Bianco-Blu...sentiamo che ci dice Franz Pezzi.

 

I risultati delle ultime partite sono un campo di battaglia, quello che rimane una volta cessato il rumore, una volta diradatasi la polvere.

Rivoltata come un guanto, la nostra stagione. Un attimo fa marciavamo spediti, inarrestabili verso il titolo NBA e possibilmente verso la storia. È bastato distrarsi un attimo...e adesso? Ultime dieci partite, tre vinte tutte con scarti importanti, sette perse, tutte combattute e cinque delle quali in casa: -8 contro i Clippers la peggiore. Non si può neanche dire che fatichiamo a fare canestro, dopotutto chi fa fatica oggigiorno, nel “ciapa e tira” che è diventata oggi l’NBA?

Brancoliamo nel buio, ci aggiriamo stanchi tra i referti delle partite: pochi rosa, troppi, troppi gialli...li scuotiamo come corpi di compagni caduti in battaglia, alla ricerca disperata di risposta, ma risposte non ne arrivano. Ci guardiamo negli occhi alla ricerca di conforto dietro le mascherine. Credevamo sarebbe stata una passeggiata e ci ritroviamo a fare i conti con una realtà dura piena di incertezze. Non bastano i progressi naturali delle riserve che hanno ricevuto un’iniezione di fiducia dopo aver tenuto in piedi la baracca durante lo sciopero dei titolari, non basta avere tutta la squadra a disposizione, la magia di coach Filo sembra essersi esaurita. I tempi in cui arrancavamo per fare 50 punti nel CSI e poi tutti al Primary e chi se ne importa se siamo scarsi, ormai sono solo immagini sbiadite nei ricordi.

Che le altre squadre abbiano trovato l'alchimia per tenerci a bada? Che gli analisti abbiano trovato delle nuove formule, sviluppato nuove statistiche all’avanguardia e si siano finalmente accorti del nostro principale punto debole? Stavamo riuscendo a nasconderlo così bene, eppure...eppure non c’è altra spiegazione, devono aver capito che siamo bassi.

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AMATEURS in NBA: Report 4 settimana!

Un ispiratissimo Franz Pezzi sta diventando uno Storyteller di altissimo livello. Leggete un po' che succede nella "nostra" NBA.

 

Prosegue l’avventura americana del Crus, che ha salutato l’anno nuovo con un organico finalmente al completo dopo scioperi, proteste e sparizioni, e che ha iniziato a guardare con speranza ed entusiasmo verso questa sponda dell’oceano. Giocare in America è bello, ma qua tutti quanti non vedono l’ora di poter giocare nel nuovo palazzetto al centro sportivo una volta che sarà pronto! In ogni modo, per ora, dobbiamo attendere pazientemente e portare a termine la stagione NBA che abbiamo intrapreso.

Addio alle armi

Dopo un periodo ricco di animosità, con la squadra spaccata in due e un gruppo di giocatori che si era allontanato dal team a causa di divergenze con il coach e con la società, le parti si sono sedute a un tavolo (ovviamente in videochiamata ognuno a casa sua, because distanziamento sociale) e hanno avviato lunghe trattative per ripristinare l’equilibrio nello spogliatoio. Al centro del contendere c’erano, come è noto, i minuti di Brunelli, che sono stati ridotti nelle ultime partite. Quelle che poi erano inizialmente sembrate minacce, seppure vaghe, rivolte a coach Filo da parte del misterioso personaggio che aveva fatto recapitare alla società il famigerato messaggio video, sono state scongiurate senza dover cedere a ricatti. Con sguardo e tono minacciosi il malvivente diceva “occhio, coach Filippone, occhio”, ma è bastato assecondare alcune richieste degli scioperanti per riaverli in squadra. Casadio avrà un buono tatuaggio spendibile nella prossima stagione di Amateurs 2k, Bernardi avrà buoni illimitati al Primary (quando ci si potrà andare offrirà lui), Pinza avrà una sala pesi tutta sua al PalaCruseri a SPIV (siamo curiosi di vedere dove accidenti si troverà lo spazio fisico). Casali, invece, farà un cameo in Space Jam 2. Sembra che lui e LeBron abbiano lo stesso agente, Rich Paul, che per la prima volta nella sua carriera non è riuscito a far ottenere un contrattone a un suo cliente: come è noto, infatti, Casali paga la quota per giocare, esattamente come tutti i suoi compagni di squadra. Che agente scadente.

#thereturn

Mentre la società cercava di appianare le divergenze con le sue stelle, l’altra questione spinosa del momento, ovvero la sparizione di Brunelli, giungeva spontaneamente a una sua risoluzione. Stando a quanto riportano numerose fonti, il giocatore era chiuso in casa e aveva semplicemente perso la cognizione del tempo: finestre chiuse, snack, merendine, bibite e cellulare silenzioso dimenticato sotto ai cuscini del divano sono la cornice in cui si è trovato immerso per giorni. Ad un certo punto, però, il nostro dev’essersi ricordato di una realtà lontana, fatta di persone, forse impegni cestistici, magari anche cibo vero. Riesumato il cellulare e trovato un numero incalcolabile di chiamate perse, si è scusato con tutti ed ha ripreso una parvenza di vita normale. Ma cosa stava facendo chiuso in casa per giorni? Interrogato dalla stampa, ha risposto asciutto: “Dovevo livellare a COD” (sì, Call of Duty).

Miracolosamente, una volta tornato sul parquet sembra non avere risentito della dieta scadente e della mancanza di esercizio. Nel ruolo di stella assoluta ha guidato con nonchalance la Crus Suicide Squad a cinque vittorie consecutive, al ritmo di 28 punti di media (due volte oltre quota 40!).

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UFFICIALE: COPRIRANNO LA PIASTRA!

Serviva una bella notizia per chiudere questo complicato 2020!

Ed è, effettivamente, arrivata!

Ufficiale: la piastra del Centro Sportivo 3 Ville verrà coperta.

Leggetivi l'articolo qui sotto (in particolare la prima parte):

Piastra coperta piccolo

Che dire? Non vediamo l'ora di vedere l'opera completata.

 

La disponibilità di questa struttura sarà di notevole importanza per lo svolgimento di attività sportive che, da sempre, necessitano di quantità crescenti di spazi e ore di palestra.

Si sapeva che la copertura della piastra era nella lista dei desideri da anni e siamo felici che, finalmente, ci sia stata questa possibilità.

Attendiamo con entusiasmo l'apertura del cantiere. 

Avremo modo di tornare su questo argomento ma ci premeva condividere con voi questa bella notizia.

Cogliamo l'occasione per ringraziare il Comune di Ravenna per la decisione di investire nel nostro territorio e sostenere la varie attività che sono particolarmente orientate ai giovani.

E' anche la maniera ottimale per augurare a tutti un BUON 2021!

 

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