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RUGBY: ECCOVI LA NOVITA'. SILVIA SCOZZOLI

Nonostante la stagione sportiva stia incontrando alcuni ostacoli (che ben conosciamo), ci sono anche - per fortuna - delle benne notizie.

Una di queste è l'arrivo di una nuova componente nello staff del Cruseri Rugby: Silvia Scozzoli.

Ci teniamo presentarvela e, come facciamo di solito, utilizziamo un'intervista per conoscerla meglio.

Prendetevi 3-4 minuti di tempo...perchè Silvia è un vulcano! Positiva e piena di idee! Buon divertimento!

Silvia, benvenuta al Cruseri! C'è il nostro pubblico della palla ovale che vuole conoscerti. Vuoi presentarti?

Ciao a tutti sono Silvia, o Sissi per gli amici, ho 25 anni e sono di Forlì. Sto studiando per divetare Educatrice; dopo diverse peripezie ho capito finalmente che quello che mi piace più di tutto è stare vicino alle persone, soprattutto ai bambini.

Sono stata Scout fino a quest'anno, ma lo sarò sempre in parte. La mia carriera sportiva è partita da piccola quando all'asilo/elementari sono passata da danza, a nuoto, poi karate...questi gli sport diciamo minori che ho praticato. Finchè ho iniziato pallavolo (se mi ricordo bene in quarta elementare) e ci ho giocato fino in prima superiore, ben 5 anni in cui, verso la fine, mi avevano chiamato anche a giocare per la squadra d'elit; ma ho smesso perchè non stavo dietro ai tanti allenamenti per il troppo studio.

Venne a scuola l'allenatore che poi mi allenò per i successivi 6 anni a Rugby e, davvero, mi sono innamorata alla prima lezione tanto da madare un messaggio a mia mamma dicendole che avrei iniziato a giocare e che non avrebbe potuto impedirmelo. Mi sono divertita un sacco, ho giocato per il club del Forlì 1979 per il primo anno, poi ho giocato anche nella squadra femminile di San Marino e di nuovo nel Forlì. Nel 2013 sono stata convocata a Roma per i Trials raduno organizzato per allenarci con l'allenatore della Nazionale Femminile di Rugby: è stato super emozionante e un esperienza che non dimenticherò. Poi mi sono fermata nel 2017 e dall'anno scorso ho ricominciato ad allenarmi ma a Touch Rugby.

Sto ancora studiando perchè ho intervallato un po' di lavori in mezzo. Ho lavorato: con disabili in vacanze estive; come barista in un bagno al mare; come educatrice in 2 strutture diverse una integrata per minori femmine e l'altra come centro diurno per anziani/malati psichiatrici.

Sono una persona solare, abbastanza affettuosa e sensibile. Sono anche tenace e piena di voglia di fare, sempre pronta ad imparare cose nuove. Adoro definirmi un po' pazza e fuori dagli schemi, ma questo mio lato lo tiro fuori solo con gli amici più stretti (per sfortuna loro). Non so cos'altro dire, spero di non avervi spaventato con quest'ultima frase.


Come hai fatto a capitare nella nostra orbita biancoblu? Conoscevi qualcuno del nostro ambiente?

Si, ho consociuto Giulio Niccoli che negli anni scorsi sapevo vi dava una mano ad allenare i bambini. Prima mi aveva chiesto se ci fossi stata per il CRUS CAMP (che purtroppo quest'anno è saltato) e poi mi ha chiesto se ero disposta ad allenare i bambini del Rugby durante l'anno e mi sono resa disponibile.

Silvia Scozzoli

 


Una cosa che mi piace tantissimo del nostro staff del Rugby è che abbiamo una componente femminile importante e ciò va a sfatare, ancora una volta, che questo sport sia solo per i maschietti...che ne pensi?

Dal momento in cui ho incontrato questo sport me ne sono innamorata e penso che questo sia il criterio migliore per definire quale sport è adatto a chi. Penso non ci debbano essere divisioni tra sport femminili e sport maschili, ma solamente la possibilità per entrambi i sessi di scegliere liberamente qual è lo sport che ci fa stare bene.

In generale il Rugby viene visto come uno sport violento da chi non lo conosce, e da questo anche il fatto che si pensi sia poco adatto ad una donna: ma non è violento...è solo uno sport di contatto e questa lieve - ma importante - differenza serve per far capire che per giocare a Rugby ci sono regole e codici da seguire, per imparare a controllare la propria forza fisica e metterla a disposizione della squadra. La cosa più bella di questo sport è che non si limita a far fare attività sportiva, ma insegna il rispetto, la disciplina e soprattutto il gioco di squadra, perchè per raggiungere la meta bisogna aiutarsi a vicenda, qualsiasi cosa decida chi ha il pallone bisogna seguirlo.

Un'ultima cosa, ancora oggi il Rugby femminile non viene riconosciuto molto rispetto a quello maschile (almeno in Italia), ma spero che questo modo di vedere le cose migliori andando avanti. Anche perchè l'anno scorso nel 6Nazioni l'Italia è arrivata ultima in classifica, invece nel 6Nazioni Femminile (sapevate che esisteva anche al femminile?) l'Italia è arrrivata al secondo posto e non mi sembra male come risultato.

Al momento ho allenato solamente le categorie dall'under 6 fino all'under 10, mi piacciono molto i bambini, in futuro chissà vedremo magari allenerò anche altre categorie.

 

Oltre ad allenare, giochi anche? In che ruolo?

Sì, oltre ad allenare i bambini, gioco anche io: purtroppo l'anno scorso ero tornata nella mia società dopo 3 anni di assenza sperando di giocare nella squadra femminile, scoprendo però che era stata chiusa, così mi sono fatta convincere a giocare a Touch Rugby. Non ci sono ruoli precisi...o comunque noi come squadra non ce li siamo dati; prima, quando giocavo nella femminile, ero principalmente numero 1 Pilone sinistro, ma mi è capitato anche di giocare come 10... vi sembrerà impossibile ma è successo.

Mi piace, ho conosciuto persone gentili ed è un luogo molto accogliente.


Come ti trovi a lavorare con i ragazzini del MiniRugby?

Come ho già detto mi piace stare con i bambini e mi piace poter lavorare con loro; pian piano sto imparando a conoscerli uno per uno e anche loro stanno facendo lo stesso con me. Come con tutti i bambini bisogna saperli prendere e comprendere cosa li fa divertire di più e rendergli più facili le cose da imparare.


Come istruttrice come ti definiresti?

Mi ritengo capace di saper ascoltare e capire le esigenze dei ragazzi che mi vengono affidati e sono sicuramente molto esigente e severa quando non vengono rispettate le regole: in primis quelle sul Rispetto verso di me, ma soprattutto verso gli stessi compagni di squadra. Allo stesso tempo, però, sono in campo per potermi divertire e farli divertire giocando e imparado assieme. Quindi mi sento severa, ma anche amorevole.


In questo periodo di restrizioni, sappiamo che gli allenamenti sono "adattati" alla situazione. Quali sono, quindi, gli obiettivi di queste attività in attesa della tanto agognata normalità?

Sicuramente il primo obiettivo è riuscire a stare insieme per divertirsi in un momento in cui è difficile poterlo fare in altri modi; poi se vogliamo parlare di tecnica stiamo continuando ad allenarli con della preparazione atletica per potenziare le loro qualità fisiche, cercando di rendere il tutto più divertente con giochi e sfide tra di loro. Stiamo anche cercando di renderli più sicuri e attenti alla tenuta del pallone ovale in diversi movimenti, tra cui la corsa. Perchè, per poter giocare, mi sono sempre state fatte queste domande: Sai correre? Sai tenere un pallone in mano? Allora puoi giocare a Rugby. Queste sono le basi. Appena si potranno ricominciare a fare i placcaggi penso che i ragazzi ne saranno molto contenti.


Quando finiranno le restrizioni legate al Covid...qual è il tuo il più grande desiderio?

Ah... credo di averne molti di desideri in questo momento, ma qello più grande in assoluto è poter fare un viaggio un po' lungo e particolare in giro per il mondo. Non svelo altre cose perchè è un piccolo progetto che si sta pian piano formando e non voglio dire troppo. Sono solo in attesa del via libera e poi vedremo quel che sarà.

 

 

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